21 maggio 2006

ARGENTO! (capitolo 19)




I suoni disarticolati non li capiva minimamente ma il senso di quell’abbraccio era chiaro, chiarissimo.
Voleva dire: “mi hai salvato la vita, grazie.”
Questo è quello che Emiliano Maraboto, cui gli squadroni neri avevano strappato la lingua, disse a Vladymir Andrey Rostropovitch nei cunicoli della miniera abbandonata.
Era ancora prigioniero, Vlad l’ipnotizzatore, ma si senti’per un attimo rincuorato. Poi vide, nel buio di quelle catacombe, decine e decine di campesinos, vestiti di bianco,che discutevano animatamente.

“Di che diamine parlano?” chiese alla bella Lupita Maraboto, che non lo perdeva un’attimo d’occhio e gli teneva due colt puntate ad altezza cuore.

“Discutono del tuo destino. C’è chi vorrebbe impiccarti e chi non è del tutto d’accordo.”

“cos…?”
la domanda fu soffocata da quell’arsura che prese all’improvviso il picaro. Tossi’ un poco, e si passo’ un dito dentro il colletto, per allentare l’abbottonatura divenuta di colpo opprimente. Quindi si tocco’ le fondine ascellari solo per constatare, ancora una volta, che era disarmato e si senti’ nudo, di una nudità tale che non aveva mai conosciuto prima di allora.

G'nossen tsum emess, aggiunse tra sé e sé. "lo starnuto conferma la verità."

Tese l’orecchio per comprendere l’andazzo. In sostanza la resistenza dei campesinos ipotizzava un gesto forte, un segnale inequivocabile per gli uomini del governo: non erano disposti a subire a lungo.

Impiccando lo straniero si mostrava che la posta in gioco era alta. Ogni latifondista, o militare, o nemico dei campesinos avrebbe fatto quella fine.

D’altra parte c’era chi, come Emiliano, considerava il picaro suo salvatore e trovava ingrato quel trattamento. Ma questo era letto dai più come un atteggiamento del tutto sentimentale, poiché era chiaro, che lo straniero era uomo bianco, amico dei bianchi, intrattenitore dei bianchi, e degno rappresentante di quel colonialismo che faceva la rovina del Parador, con le sue compagnie bananiere, del cacao o del caffè provenienti dall’America del Nord.

Lupita traduceva l’opinione del fratello Emiliano ma Vladynir Andrey Rostropovitch lesse nei suoi occhi nerissimi di soldadera che se fosse dipeso da lei lui avrebbe penzolato in Plaza de la Libertad.

E per quello, per quella determinqzione spietata che gli sembro’ di cogliere, a dispetto di ogni logica e ogni buonsenso, la amo’ ancora di più.
Era una forza d’animo titanica, purissima, davanti alla quale Vlad non poteva far altro che soccombere.
Incapace, com'era, di assecondare i suoi stessi precetti la "bellezza angelicata" del luogo si era impadronita della sua anima e vi aveva scavato dei languori abissali.

Vedeva il suo proprio corpo come un tempio dell’amore. Le sue ossa erano cave e il vento di una passione sconsiderata soffiava i canti delle sirene che avevano ammaliato prima di lui Ulisse ecc. ecc (tendeva a un eccesso di lirismo quando si sentiva ispirato).

“Ma chi sei? Chi sei tu che mi insegni cos’è l’amore?”

Udiva questa vocina risuonare nel nero del suo cranio. E cosi’, nonostante la discussione infuriasse, e il tempo che passava non lasciasse presagire nulla di buono, sul suo volto da ebreo malinconico si dipinse un sorriso strambo.

Aveva fatto un patto con il suo Dio; no, non era ingordo, questo poteva assicurarlo, e dunque quando sarebbe venuto il momento, e questo era un patto, voleva sentire un segnale, un suono qualunque che lui avrebbe riconosciuto. "E' ora di andare." Questo gli avrebbe detto.
DIN DON.
E questo suono gli avrebbe dunque permesso di arrangiare le cose, mettere a posto la sua coscienza e chiudere le imposte della sua vita di picaro, predisponendosi a raggiungere i suoi numi per il lungo eterno abbraccio. (era uomo ordinato, dopotutto).

La notte sogno’ di volare sopra un bretzel gigantesco, di quelli fragranti che cucinava sua madre, ma enorme, cento volte più grande. E volava lieto, con il vento sul viso, mentre vedeva la sua vita dall’alto. Le sue donne, che si erano date convegno là sotto, salutavano e gli mandavano baci, e poi prendevano la mira e sparavano contro il bretzel. Ma non c’era minaccia, né pericolo, solo allegrezza. Gioia, la gioia di un bambino che gioca e impara, capisce e cataloga le esperienze che hanno fatto di lui un uomo.

PAM PAM PAM

Le schegge del bretzel fluttuavano nell’aria e lui le prendeva e le mangiava ed era il bretzel migliore che avesse mai assagiato. Sissignore.


Poi rigenerato da quel sogno apri’ gli occhi e constato’ di essere ancora prigioniero nella miniera d’argento. Il suo cavallo era di fianco a lui, che mangiava.

“Scusi Herr Doktor, mi ero appisolato” disse. E si occupo’ di lui, lo scarico’ dei bagagli e slaccio’ la sella.

Mentre cominciava a strigliarlo si accorse delle voci dei campesinos che ancora discutevano sul suo destino.
Poco lontano la folla sembrava infittirsi. Ma non gli fece alcun effetto tutto questo.

Cosi’ prese la valigetta da lavoro e si diresse verso quella piccola folla di contadini ribelli.
“Amici cari” comincio’ ad arringare “tanto vale porre fine a questa discussione…”
in breve li informo’ del suo patto con il Dio degli ebrei. Loro ascoltavano attenti e compresero che lui non era disponibile a morire perché semplicemente non aveva udito nessun suono o annuncio di morte imminente. Niente DIN DON = vivere ancora. Questi erano i patti.
Quindi era del tutto inutile intromettersi nelle decisione divine. Che quelle per l’appunto tali erano.
“L’uomo crede di potere determinare il proprio destino, ma senza l’ausilio del divino si puo’ molto poco. Chiamatela fortuna, o fato, Dio o caso. Chiamatelo come volete…”

PEM!

E fu in quel punto che qualcuno spense la luce a quello sguardo celeste e un fischio fortissimo sibilo’ per le orecchie di Vladymir Andrey, l’ipnotista. Quando il suo corpo si accascio’ sentiva un dolore forte e secco alla tempia destra e rifletteva sul fatto alquanto disdicevole che stava diventano un’abitudine usare lil suo cranio come bersaglio.

Il silenzio duro’ quanto? Non era in grado di dirlo.
Sapeva solo che il sibilo era ricominciato di colpo quando lui aveva aperto gli occhi. Tutto girava.
Lupe lo fissava. La vedeva al rovescio, un bel volto incorniciato da due fasce di capelli corvini. E due occhi lucenti che lo osservavano senza la durezza abituale, con curiosità quasi.
Lupe, Lupita.

“Ma chi sei? Chi sei tu che mi insegni cos’è l’amore?”
senti’ ancora la vocina e non seppe resistere.

Lupe, lupita.

In un secondo la stava già baciando.

54 commenti:

Gianluca Costantini ha detto...

Scusate se mi sono permesso di intromettermi con le mie idee nel vostro blogger massonico. Ma avevo capito che qui si poteva discutere senza essere tutti della stessa idea, mi sono sbagliato... sono un ingenuo.
Scusatemi se mi sono intromesso nel vostro fumetto borghese, in effetti è vero siete borghesi, io non volevo offendere ne elogiare quello che faccio, maturalmente espongo con passione quello che faccio perchè credo sia naturale, non faccio parte degli algidi.
Comunque non vi disturberò più.
A proposito Igort, il tuo post su Mephisto-tex è il modo di pensare popolare? Forse non sai cosa vuol dire popolare oppure pensi di si, non vorrei contraddirti e scatenarmi addosso le ire dei tuoi colleghi...

igort ha detto...

Fammi capire Gianluca,
tu hai il diritto di dire quel che credi ma nessuno ha diritto di replica?
Tu scrivi che le mostre che si fanno solo brutte e fanno danni. ( "Insomma questa mostra fa del male al fumetto sia popolare che non") .

E ognuno ha la propria visione, naturalmente, ma se se ne parla e per portare gli altri a condividerla o confutarla. E' possibile che non si riesca a fare un dibattito senza che qualcuno si mostri impermalito?

Tu pretendi di avere capra e cavoli, di dire enormità e di avere il plauso generale. Assumiti un pochino la responsabilità di quel che dici, qui non siamo in una taverna sul porto. Stiamo esprimendo le nostre idee. Anche infervorandoci in quello che munoz chiama ironicamente "scontro virile".
E' la parola cazzo che ti ha offeso?

Quello che non è chiaro è come pretenda di potere criticare come fossi un arbitro imparziale quando sei uno che fa mostre e libri. Abbiamo le nostre opinioni. e allora?

Io non sono imparziale, ho una posizione precisa e difendo una visone, credo, precisa del fumetto.

E tu sei uno che fa mostre, quindi evinco che sai fare di meglio di Matteo Stefanelli e della triennale.
Ma se conosci le difficoltà di fare le cose perché questo tono critico definitivo e ingeneroso?
Fai critiche draconiane? perché non le difendi anzi che fare l'offeso?
Io credo che lo stesso Stafanelli non ritenga perfetta la mostra, ma ce ne fossero.

Tu sei uno che fa anche libri, d'altra parte, e dirigi riviste e collane, pero' coconino, a parte rare eccezioni non ancora del tutto pubblicate si incarta in manierismi, dici:

"Ma mi dispiace gli altri (volumi) non sfondano lo stereotipo del bel libro disegnato bene all'Italiana/francese."

Poi parli del fumetto popolare e dici che lo rispetti quanto quello artistico, ma non spieghi in che modo e perché. Se vogliamo impostare un dibattito che osservi il linguaggio c'è bisogno anche di sporcarsi le mani, di lanciarsi in visioni, discutibili quanto vogliamo ma di esprimere concetti complessi. E non sentenze. Queste affermano l'ego di chi scrive ma non servono molto a portare avanti il discorso.

siamo snob
di maniera
Blog massonico
borghesi
si ingnora cosa sia il fumetto popolare

Non te la prendere ma un blog, per come la vedo io, è anche difendere idee e porre istanze, non solo consenso.
Accetta il contradditorio e spiegati piuttosto. Oppure e questo forse è più comodo, fai l'incompreso vittima di una congiura di senatori snob.

Anonimo ha detto...

Caro Igort,mi piace molto lo sviluppo che prende Argento.Mi piacciono i diversi registri di racconto.Ironico,drammatico,epico.Mi domando quanto lunga sarà la storia.Ha l'aria di una vicenda intricata.

Loopguru

Anonimo ha detto...

"Ci si vanta spesso delle passioni, anche delle più criminose; ma l'invidia è una passione timida e vergognosa che non si osa mai confessare."
La Rochefoucauld.

ma potrei continuare con "chi fa, falla, chi non fa falla sempre2, e con parecchi vecchi adagio.
è piuttosrto facile entrare in un blog, aprire la bocca e sputare livore, sentenze... aprire al bocca e dargli fiato, insomma.
la cosa più difficile, mi pare, è riflettere su quel che si dice. assumersene la responsabilità. caro gianluca, se la mostra non ti paice, non parlarne male. fa' vedere cosa sai fare tu. se le definizioni degli altri non ti piacciono, fai bene a non essere d'accordo. è quando t'incarti con tentativi di definizione francamente inesistenti, che diventi strano. cosa ti fastidia? cosa ti turba? cosa ti manca? hai una casa editrice, ottimo mezzo per dimostrare come la pensi, aprire strade non battute, far vedere a tutti quel che puoi fare. hai una rivista, usala. fai opinione, crea movimento, apri nuove strade.
ma smettila di fare l'ariete contro tutto ciò che fin qui hanno fatto altri.
le mostre, (3 pagine sul corriere, un ottimo catalogo, una sede prestigiosa, un concorso), le hanno fatte gli altri.
le avanguardie, fin qui, le hanno fatte gli altri.

è molto facile, quel che dici. perché di nuovo, dando del massone, del borghese, del manierista, dello snob al padrone di casa, di nuovo non sai neanche di cosa parli.

commento cumulativo di 4 lettori.

igort ha detto...

PLIN PLON
comunicazione di servizio.
Vi prego, firmate i vostri commenti. Non è neppure necessario che vi registriate se prendete l'opzione utente anonimo basta che in calce mettiate il vostro nome, è più corretto.
Come fa Loopguru, che ringrazio.
PLIN PLON

igort ha detto...

Per loopguru, a proposito:
la storia ha l'aria di essere una cosa che si sviluppa, ci sono una quantità di intrighi e intrecci, e molti personaggi. Ho idea che sarà un vero feuilleton , se non altro per la dimensione.

Ringrazio tutti quelli che manifestano il loro gradimento, anche in via privata.

abbracci.

Anonimo ha detto...

obiezione accolta.

gli anonimi erano daniele, daniele, olivia e betta.

igort ha detto...

Grazie. Altrimenti avrei aperto le iscrizioni alla massoneria snob di maniera e borghese che non sa cosa sia il fumetto popolare.

il gran maestro.

perec ha detto...

iscrivimi, te ne prego.

Gianluca Costantini ha detto...

mmhh...
non credevo di creare tanto astio, per i quattro lettori, la gelosia, in queste cose non mi riguarda mi dispiace deluderli, chi mi conosce lo può confermare.
Chissà perchè il 90% della gente all'inaugurazione sputava sentenze ben peggiori delle mie, ma ora sono solo io il cattivo...
Di cosa dovrei essere geloso, io ero in questa mostra, se fossi furbo non ne parlerei così, ma farei il paraculo all'italiana e direi "meglio che niente", "poteva essere peggio"...
Per quanto riguarda le mostre che faccio io, non sono l'argomento in questione, quello che voglio dimostrare già lo faccio. Cosa vorrei di più faccio una rivista, faccio le mostre, curo una collana, espongo alla triennale.
Io non sono un vostro nemico, ma forse dovresti incominicare a dubitare di tutta queste gente che si dice amica...
Sono della categoria che piace dirsi le cose in faccia.
E come dice sempre un mio caro amico, "bravi tutti tutti bravi".

Gianluca Costantini ha detto...

Comunque "E' la parola cazzo che ti ha offeso?", direi che era molto offensiva.

perec ha detto...

la gelosia è altra cosa, rispetto all'invidia. ne converrai. è abbastanza facile dire che altri facevano i tuoi stessi commenti, e dare così dei furbi ad altri.
forse essere paraculi all'italiana, non è poi una brutta cosa. è vero che una mostra alla triennale è meglio di niente, è molto vero. è un meglio di niente che è costato la fatica diq ualcuno che, a quanto pare, fa il tuo stesso mestiere, e che magari ha investito del suo in questo, forse come fai tu stesso, e che meriterebbe un minimo di rispetto, se non altro per aver avuto la forza ed il coraggio di fare scelte, di studiare a lungo per preparare qualcosa, per essersi messa in gioco in prima persona. ed esposta, così, a critiche.
mi pare di ricordare che si partecipi alle mostre conoscendone contenuti, limiti, linee guida. magari potevi saperlo prima che non ti sarebbe piaciuta e ti saresti evitto di partecipare, se ci tenevi così poco o se eri così tanto critico.
non trovo illogico che si tiri in ballo quel che tu fai, o quel che tu organizzi, quando ha a che fare con l'argomento di discussione. sei del settore, sei del mestiere, le tue critiche hanno un peso un po' più importante delle mie, dal momento che io faccio solo l'autore in tv.
che mi piaccia o meno, credo che anche nel mio mestiere sia stato già detto e scritto di tutto, che ci sia poco di nuovo da inventare.
ma cerco di seguire il mio sguardo, e guardo avanti. se l'invidia te lo consente, evita di guardare di fianco e tira dritto.
vedrai che riuscirai a dimostrare prima e meglio di aver ragione, o che la tua opinione meritava più attenzione.
non credo abbia meritato mancanze di rispetto, in quanto signorina la parola cazzo dovrebbe scandalizzare me un tantino di più.
bella cosa l'ironia, a saperla cogliere...

Gipi ha detto...

Comunque, questa cosa della massoneria, mi sembra sia nata dopo un mio articolo, dove ironicamente domandavo a quale categoria appartenesse il mio lavoro.
Domanda che mi ponevo in quanto ello (il mio lavoro di disegnatore) è in sostanza la mia vita intera e quindi soffro quando qualcuno giochicchia ad etichettarlo.

Non ho capito il salto, dall'argomento categorie alla massoneria Igortiana.

Ora, vorrei una conferma da Costantini riguardo a questa mia impressione. Se non è stato il mio piccolo post a fargli saltare la mosca della massoneria al naso allora mi zittisco e chiedo perdono.

Ma se è così, se sono state le mie parole a dargli l'idea di una loggia massonica e se (come penso) quel "colleghi" era rivolto a me, allora vorrei saperlo, perchè avrei delle cose da dire.

Attendo fiducioso.

Gianluca Costantini ha detto...

Cara signorina, forse devo scrivere in altro modo.
Essere paraculi è una brutta cosa. La sua risposta però mi piace ed è la più intelligente avuta, per quanto mi riguarda, fino ad ora.
E' vero bisogna apprezzare le persone che fanno delle cose, bisogna adularli per chi da solo fa tanto, chi raggiunge posti alti, di chi si sbatte per un mondo migliore bisogna rispettarli. Un pò come si faceva con Berlusconi tutti lo criticavano ma il 50% lo ha votato.
La maggior parte di chi lavora con lui si vanta di essere di sinistra, evviva i paraculi, ma lei dice che è una bella cosa...
Il post di Gipi mi era sembrato poco importante, ma forse lo era e non gli avevo dato peso, ma perchè censurarti, di quello che pensi, se è una cosa che ritieni importante.
E comunque anche la parola "massoneria" potrei averla usata come ironia... ma forse non sono molto portato all'ironia, Ach! pensavo il contrario.

bananos ha detto...

dunque,dopo essermi deliziato con pleasantville alla tivvù passo da qui dove è scoppiato il finimondo.ma che le piglia sig.costantini?che le rode?se non erro qui si parla per esporre idee,confrontarsi e perchè no,a volte anche farsi dei complimenti e per incitarsi a fare sempre meglio.un luogo di confronto aiuta a crescere e sopratutto ad "imparare" l'antica e difficile arte del "farsi capire".anche scrivendo intendo.trovo strano il fatto che lei qui dia del massone al padrone di casa, mentre a noi frequentatori ci accusa di essere snob.ma cos'è un romanzo politico?
dovrebbe essere contento di non fare(o non cercare di)quello che fa la coconino,sarebbe solo una brutta copia di un esistenza già nota,anche magari riuscendo a fare di meglio.il discorso non cambia.trovo strano questo suo risentimento,nei confronti di gente che si muove per fare mostre,affinchè del fumetto e dell'illustrazione se ne parli.mio caro lei vede loggie dappertutto!!esistono anche gli analisti sa?eppoi,diciamolo chiaramente.invece di gioire perchè di fumetto ormai si parla ogni giorno,lei fa la parte di chi attacca incondizionatamente.non ha importanza se il nemico rappresenti il male o il bene,il punto è fare polemica.se non era sua intenzione,mi dispiace ma è proprio il risultato che ha ottenuto:e mi fa specie che un professionista del campo della comunicazione come lei,che collabora con diverse linee editoriali(per le quali nutro un rispetto profondo),dica queste cose che mi sembrano allorchè gratuite e,a volte,pure offensive.meno male che qui c'è gente che ha il dono dell'ironia.non mi pare,e finisco,che qui(e neppure negli altri blog "ammassonati",)si sia mai detto di fare fumetto più intelligente di quello popolare.gente come noi ci è cresciuta a pane e tex,condito con monello e giornalino,satanik,diabolik kriminal e compagnia.ma la gente cresce sig.costantini,si evolve,conosce il termine?la prossima volta,caro sig,gianluca,si legga i post passati approfondisca approfondisca,le assicuro che potrebbe trovare delle sorprese.e finiamola una volta per tutte di dare stupide etichette che non fanno altro che alimentare un divario esistente solo per le menti bacate e poco illuminate.mio caro signore,non voglio essere offensivo,mi creda,ma forse dobbiamo a lei e a tutta la gente come lei tanti dei problemi che affliggono il meraviglioso mondo della nona arte.lo spirito di critica non cresce in mezzo all'erba.

perec ha detto...

io non adulo, non ci sono portata. il potente è il sole, l'adulatore è la luna. ci vado piano, molto piano coi complimenti, e non ho stima per chi blandisce o incensa chicchessia. molto facile farlo, e abbandonare la nave al primo colpo di vento.
ti sarà facile capire come, dal momento che non adulo ma faccio al massimo personali apprezzamenti, sia perfettamente in grado di rispondere di qualsiasi mia frase, anche semplicemente insinuata, ti faccia credere, a ragion veduta, che io aduli.
al massimo, considero. se, detta fuori dai denti, mi stai dicendo che adulo igort per il suo lavoro, o per i risultati che lavorando piuttosto duramente su se stesso ha ottenuto, e che per tanto sono qui a lodare una mostra, una casa editrice e alcuni autori, sei fuori strada. come tutti quelli che non sanno, cerco di conoscere. leggo. trito fumetti e storie, da qualche tempo. tis tupirà, ma ho messo insieme qualche opinione. che oppongo, in questo caso, alla tua, potendo essere ben lieta se in futuro ci sarà comunanza di vedute su qualcosa. non tis ento nemico, non ti sento contradaiolo da seccare e nemmeno avversario. stiamo discutendo, mi pare.
ora, facciamolo evitando gli stereotipi e le definizioni affrettate. qui la massone sono io. te lo garantisco. il resto, è gente che con la matita, col pennello e con la testa se la cava da dio. e non cis ta molto dentro a definizioni, perché l'arte che è arte ha definizioni sempre nuove. sempre oltre. e questa, di nuovo, è una personale convinzione.
non posso permettermi, col lavoro che faccio, un paragone elettorale. un po' perché, di nuovo, è uno stereotipo un pochettino facile, un po' perché eticamente non posso.
non credo che igort si snbatta per un mondo migliore, credo che il suo darsi da fare abbia ogni tanto a che fare con lo scontrino del supermercato, come me e te del resto. credo, anzi so, che si sbatta per consocere ed incontrare cose sempre nuove. ma su questo sono incline a perdonarlo, visto che è un artista. non so che faccia la maggior parte di quelli che lavora con lui a parte disegnare. lavorare. respirare. so però che si tratta di persone di talento, o non ci sarebbe la fila. a meno che glia dulatori non siano così tanti in un mondo così piccolo. mi stai dicendo questo?
la parola massoneria, ti prego, applicala a me. ne colgo l'ironia e la sostanza.

bananos ha detto...

comunque.....noi abbiamo la pelle dura.e anche le palle.

Anonimo ha detto...

Che spasso!!!
Avete mai sentito parlare di Costantini, lui lo fa apposta... e voi ci cascate ancora ma dove vivete nel paese delle banane...
Daniela

bananos ha detto...

@daniela

se lo fa apposta, cara daniela,buon pro gli faccia.uno sceglie i divertimenti che più lo appassionano.se questo è il suo vero intento la dice lunga sulla qualità
della persona.

e comunque si,io personalmente scrivo dall'isola di bananas del quale sono imperatore e unico abitante....le banane sono ottime,vuoi gradire?

Gipi ha detto...

Un giorno mi piacerebbe capire cosa è un "fumetto borghese", perchè questo è un linguaggio che non capisco.
E mi piacerà discutere del modo di lavorare, raccontare e disegnare.

Però adessso, Gianluca, non mi va di buttarmi nel mucchio.
Mi sembra che tu abbia già i tuoi problemi con Perec ed altri e io preferisco i testa a testa.

Chiudo invitandoti ad evitare le allusioni ai colleghi etc.
Abbiamo tutti un nome, dei tioli pubblicati. Possiamo fare esempi concreti.

Saluti

igort ha detto...

Caro Gianni, il fumetto per esempio in Francia, ha portato avanti una serie di eroi come tin tin o blacke e mortimer, che hanno sempre avuto un'idea dell'eroe borghese, o aristocratico. E' Baru a mettere l'accento su questo punto.
Lui ha controbattuto raccontando storie di perfieria, marginali, con eroi che erano magrebini o operai.

Si puo' dire dunque che quel fumetto, quello della cosidetta "ligne claire" ha santificato un certo tipo di visione del mondo. Quando Baru ha cercato di imporre la propria visione si è scontrato con una piccola resistenza; lui raccontava storie di emarginazione e con un linguaggio non "bianco e pulito". Non borghese appunto.

Gipi ha detto...

Grazie fratellus.
Ora sono tranquillo.
Mi ero un po' impaurito.

Anonimo ha detto...

Che dire, scusate se entro in questa discussione. Non credo che sia come dice Daniela oppure altri. Credo che Costantini di cui apprezzo molto il lavoro si rattristi per questo.
Le mostre fatte da lui a Ravenna sono quasi perfette, in tutti i modi in cui si guardano. Contenuti allestimento informazione.
Una mostra come quella della Triennale che ho visto l'altro giorno, è un pugno per lui, vuol dire buttare nel mare il lavoro fatto. La mostra della Triennale fa schifo in tutti i sensi, scusa Igort ma le tue tavole sono imbarcate dall'unidità te ne sei accorto?
Per fare un raffronto semplice, in Triennale c'erano le tavole di Phoebe Gloeckner date proprio dall'associazione del costantini, chi le ha viste a Ravenna forse si sarà molto scoglionato.
Qui erano al buio e il pallone centrale era ad 1 metro mezzo di distanza...
Questo fa male al fumetto signor Bananos non le cose che dice lei su Costantini e su quello che lui fa.
Paolo di Torino
ps scusate ma il blogger non ce l'ho

Anonimo ha detto...

Visto che Gianluca Costantini scrive qui mi sento che devo dire qualcosa...
Se non ci fosse Costantini il fumetto underground non esisterebbe in Italia, lo sapevate?
Caro Gipi forse non ti sei accorto che Boris dice che il fumetto è borghese è lui che l'ha detto prima di lui...
Forse lui sta solo veramente provocando, i termini da lui usati sono stati usate dagli altri prima, quasi sempre...
Non avevo mai scritto in questo blog perchè sembra l'orticello degli amici della Cocconino e credo che Costantini abbia tirato fuori il peggio di voi...
a presto
Leonardo da Vinci

alice tira lo specchio ha detto...

Igort ti credevo più intelligente il tuo commento su Tex me lo stampo su una maglietta, neanche il critico d'arte più pugnettaro sarebbe riuscito ad uscirsene con queste parole...
alice

Thomas ha detto...

2 parole dopo aver letto questi posts.
Costantini, mi spiace pensarlo, ma credo si stia facendo pubblicità, visto che in diversi blog ha elargito adulazioni(da lui condannate) per porre come firma il suo link!
Per quel che riguarda la Triennale, c'ero all' inaugurazione , sono state fatte critiche, come in tutte le mostra che ho visto o a cui ho partecipato, niente di più.
La sua polemica non ha base.
"...non vorrei contraddirti e scatenarmi addosso le ire dei tuoi colleghi..." Frase piuttosto infelice. Igort o i "colleghi" o i partecipanti a queste discussioni hanno un apparato cerebrale che permette autonomamente risposte e opinioni.( e da quel che ho visto, non senza una certa ironia!che fa sempre bene)
chiudo riferendomi alle critiche sulla mostra:
" è meglio mangiare una torta da soli o una merda in compagnia?"
E' un pò estremo , ma rende.
i lamenti fanno male

Anonimo ha detto...

Finalmente si può dire qualcosa che non sia la glorificazione di Seth e amici su questo blog.
I blog sono come il bar in piazza oppure i caffè dove si incontravano gli intellettuali un tempo...
Allora entro nel bar e chiedo questo... perchè siete così musoni quando si viene al vostro stand Igort? Solo perchè rilasciate i vostri bei disegni dovete essere così negativi? E chi è quello che sembra Celentano che guarda tutti dall'alto al basso?
Per fortuna che alla fiera di Napoli c'erano anche altri tipo il Becco Giallo, Lavieri, Sergio Nazzaro e anche Gianluca Costantini con inguine. State trasformando tutto nella vostra cosa, state manopolizzando tutto. Gipi se fossi stato in te avrei rinunciato al premio che ti è stato dato e lo avrei ceduto oppure dedicato a qualcun'altro.
Voi parlate tanto di ricerca, ma l'unico che la fa veramente nel vostro gruppo è Marco Corona.
Faccio parte dell'orto di Gianluca.
Daniela

Gipi ha detto...

Allora, il prossimo che parla di "orticelli", "logge", "gruppetti" etc. si prende un vaffanculo preventivo.

Per gli anonimi: metteteci la vostra ghigna a culo, il nome e il cognome sotto alle cose che scrivete, invece di correre a farvi account di blogger a caso.

Perchè qui saremo anche un clubbino esclusivo, ma almeno ci abbiamo tutti una faccia, un nome e un indirizzo.

ma che dico poi, quale clubbino... ci ho scritto una volta e mezzo qui sopra e mi trovo a litigare. Che tonto. Scusate. Torno a riderci su..
lol

senility ha detto...

io, che non leggo argento, apprezzo però il gusto delle foto e delle immagini che precedono il racconto...quest'ultima foto mi sembra molto distante dal sapore al quale mi ero abituato...

senility ha detto...

costantini, per indole, sarei portato a schierarmi dalla tua parte, però scrivi in maniera incomprensibile, davvero, non capisco un cazzo di quello che scrivi, tranne un certo provocatorismo davvero si, quello, molto berlusconiano, (non mi riferisco al fatto che hai detto che la mostra faceva cagare, non l'ho vista, se fa cagare fai bene a dire che fa cagare) mi riferisco a questo bisogno di ingabbiare persone, anzi, nickname, all'interno di un gruppo, e poi poter dire che quel gruppo mangia i bambini...massoni o comunisti, in quest'ottica non esistono più differenze. ma visto che le differenze esistono, d.o cane, non credo che tu possa darmi del massone, solo per il fatto che ogni tanto lascio un commento su un blog.

senility ha detto...

come al solito, ci perdiamo intorno a concetti che non servono a un cazzo: borghese, popolare... per fare un discorso serio, dovremmo decidere:
chi è borghese? quanto guadagna?
che titolo di studio ha? che fumetti legge?
e così via...qualcuno sa rispondere?

io posso dire che qualsiasi cosa legga chiunque, in italia, è troppo poco.
il volume della republica di Giardino ha venduto 200.000 copie, ma di questi che l'hanno comprato, in quanti l'hanno letto?
gli stesi che leggono abitualmente fumetti, un numero irrisorio, rispetto a tutte le famiglie che avevano un buco da riempire nello scaffale dlla libreria.

qui stiamo a tergiversare su concetti di fine '800, e la fuori il mondo è nel 2006.

sei artista? e celo cachi che sei artista!(rivolto un pò a tutti, io in primisima fila)

Gianluca Costantini ha detto...

Ehi! Fermi tutti!
Non volevo scatenare l'ira di nessuno, calmatevi.
Non volevo offendere nessuno, anzi, volevo solo discutere se il mio modo di discutere è sbagliato scusatemi ancora.
Io sono per lo scambio e anche lo scontro, ma non sono d'accordo con Daniela.
Igort, Gipi e tutti gli altri, mi piace leggere quello che scrivete e dite, mi serve sempre per mettermi in discussione, e anche questo scambio di idee mi aiuta ad esaminare il mio pensiero.
Forse quello che dico è sbagliato ma parlarne con gli altri aiuta...
Unica cosa per Thomas, avevo scritto sul suo blogger che mi piaceva il suo lavoro e devo dire che è così, non lo conoscevo.
E a tutti quelli che l'ho detto e scritto è vero.
Tanto che con alcuni è nato un bel rapporto e saranno pubblicate sulla rivista di inguine. Mi dispiace ma è così.
Quindi a tutti quelli che stanno scrivendo per accusare le persone di questo blog la smettano per favore so difendermi da solo.

Anonimo ha detto...

No no io non sono d'accordo caro Costantini tu hai scatenato tutto questo e io dico quel che penso ora e ti sono grato di tutto questo.
E' vero che ci sono gli orticelli Gipi perchè non lo vuoi ammettere.
Il tuo orticello ti da tanto molta verdura direi.
Ma Thomas Campi chi credi di essere per accusare così le persone? Sei tu che hai bisogno di pubblicità!
Io sono Paolo di Torino di cognome faccio Cetta, la mia email è paolo1876@libero.it se volete vi fotocopio anche la mia carta di identità.

brekane ha detto...

Cazzo, uno se ne va in giro un paio di giorni e qui succede il finimondo! Non si stava discutendo di fumetto popolare? Com'è che poi ci si è buttati così sul personale? Sui gruppetti, i clan e le menate del genere? Leggo e rileggo i commenti e non riesco bene a capire... possiamo tornare a parlare di "cose"? Io sto qui perché qui si parla di fumetti in un modo che normalmente non è possibile con le persone che conosco; almeno qui si ha più o meno uno sfondo di conoscenze simile e si può discutere avendo presente di cosa si parla.

C'è un punto che non mi torna tanto, ed è la questione del fumetto "borghese". Il fumetto è borghese perché parla di borghesi ai borghesi? Perché è fatto da borghesi? Tin tin glorificava una certa visione del mondo, ma i suoi lettori erano principalmente borghesi? E Baru ha avuto difficoltà col pubblico a farsi accettare o con il mondo dell'editoria?

Io non so se il fumetto in italia è stato tradizionalmente tanto borghese, come dice Boris. Sarà che penso a Diabolik e Tex: il loro pubblico principale, se non sbaglio, era tutt'alto che borghese. Forse l'affossamento delle riviste negli anni novanta è stato causato proprio dal fatto piuttosto di rivolgersi a un pubblico diverso (penso a Corto Maltese, per dire). Non sono però neanche sicuro che fumetto "borghese" sia un'offesa; gran parte dei capolavori della letteratura mondiale sono borghesi, e soprattutto criticavano da dentro il mondo borghese (penso a Musil, per esempio; questo comunque non è un argomento mio, ma di Vittorini in una vecchia disputa con Gramsci)...
Cosa significa allora che il problema è che il fumetto è fumetto borghese?

Anonimo ha detto...

Scusate ma quelli della cocconino avevano pagato per avere tutti i loro autori in mostra alla Triennale? Come mai mancavano gli autori di Kappa edizione, come mai non c'era Roberto Baldazzini? Come mai non c'erano gli autori del Becco Giallo? Insomma, ma il collega di questo Stefanelli sapeva qualcosa di fumetto?
Era meglio la mostra che si faceva al leoncavallo anni fa curata da Marco Teatro, quello si che era un curatore che sapeva.
Non ci sono scusanti con chi fa una mostra ufficiale alla triennale con i mezzi che hanno.
Avete notato che i video erano proiettati tutti all'incontrario?
Sempre io Daniela
mi dispiace che il mio nome non vi basti ma è così.

Thomas ha detto...

Per Paolo di Torino.
Non intendo accusare, infatti ho scritto"mi spiace pensarlo, ma CREDO si stia facendo pubblicità".Io non lo conosco e non mi permetto di giudicare. Ho riportato un fatto( cioè i link scritti che solitamente non si usa e sa di pubblicità).
Per Gianluca, non sentirti accusato.

bananos ha detto...

egregio sig.paolo di torino,

io non conosco,e di questo me ne duole,il lavoro dello stimato costantini,non so chi egli sia ne critico il suo sapere fare arte.semplicemente esprimo il mio parere sul suo(di costantini)dire del fumetto.mi sembra molto astratto e per nulla comprensibile.a parte una serie di etichette pallose di cui abbiamo già parlato,trovo gli interventi di costantini deliranti e pressochè incomprensibili(e non credo di aver provato questo disagio solo io).forse sono troppo sotto le righe per poterli capire,ma sa in fondo ,me ne sbatto amabilmente.è inutile fare critiche se poi non si fa nulla per porre fine a questioni meramente pratiche.io purtroppo non ho visto la mosta,poche finanze per viaggiare,faceva cagare?l'organizzazione era purulenta?ma allora invece di sparare a raffica si faccia qualcosa perchè cambi la situazione!il sig,costantini ha i mezzi,certo più di me povero esule nell'isola di bananas,per fare la differenza.inutile sprecar parole,si passi ai fatti,dico.

..."Qui erano al buio e il pallone centrale era ad 1 metro mezzo di distanza...
Questo fa male al fumetto signor Bananos non le cose che dice lei su Costantini e su quello che lui fa."

io al sigor costantini non ho detto proprio nulla de chè...anche perchè come ha sottolineato senility e come ho provato a fare io,di quello che dice il signore di cui sopra non si capisce granchè.

@ leonardo da vinci,

(ironia o autosuggestione?)
lei crede che il sig.costantini abbia portato l'underground in italia?le cose sono due,o lei è nato ieri o forse negli ultimi 40 anni era disperso nel deserto,altro che isola di bananas!!

@ senility,

per una volta sono daccordo su tutta la linea.bhè cazzo almeno una volta,dai.....

Gipi ha detto...

Per Paolo di Torino:
grazie del nome. non riesco proprio a discutere con i fantasmi.

Solo due righe: non è un orticello che mi da tanta verdura, è il fatto che ho iniziato a disegnare a 5 anni e non ho mai smesso. E forse anche il fatto che dal 2000 non ho mai lasciato il tavolo da disegno.

Insomma, è il lavoro che mi da un ritorno.
E ho avuto la fortuna di trovare Igort e la Coconino che mi hanno dato fiducia, supporto e libertà assoluta per poter pubblicare.


Questo vuol dire appartenere a un orticello?

Per me vuol dire abbandonarsi a una passione e incontrare un editore che ha una visione precisa e non mira solo a fare soldi sul momento.

Per Daniela:
La Coconino monopolizza(?!). ragazzi /e ragazze, vi sta andando in fumo il cervello.

Nanni ha detto...

Vorrei tornare alla questione iniziale, "graphic novel", passando per l'altra, che sarebbe "fumetto sperimentale".

Un amico mio poco tempo fa aveva scritto "Ma che vuol dire Avanguardia? Audace programma contro tradizione e gusto corrente? Cerchia estetica elitaria? Distacco?
Vuol dire essere stronzi?"

alla luce di alcuni degli ultimi inteventi è probabile che avesse visto giusto, almeno in una delle 4 questioni fondamentali che si era posto.

ora dico la mia: un esperimento è un'operazione volta alla ricerca di qualche cosa. Qualunque artista che non si sia adagiato sugli allori dei primi successi ottenuti secondo me accede tranquillamente alla categoria degli sperimentatori. Non si tratta di fare dell'avanguardia, si tratta di compiere un percorso
individuale, a prescindere da quelle che sono le condizioni esterne di riconoscimento o meno dell'opera che si sta compiendo.

Fumetto:
secondo me è ovvio che per quanto riguarda il fumetto seriale, la questione si fa parecchio complessa, per la natura stessa del mezzo.
Questo non significa che non ci siano albi di Napoleone, per fare un esempio, che io posso leggere e
rileggere, e studiare, come potrei fare, che ne so...con un romanzo di Samuel Beckett.
Ma la Graphic Novel, secondo me è un'altra cosa. non ci si sarebbe preoccupati altrimenti di inventarsi un termine adeguato, per indicare opere come Black Hole
di Burns.
Se Burns utilizza degli stereotipi del fumetto popolare nel proprio linguaggio, è per scelta; la
riconoscibilità della sua impronta stilistica è imprescindibile: Burns non ha semplicemente del
talento, ha dei "limiti" evidenti che fanno del suo stile qualcosa di unico, una necessità.

Nel fumetto seriale al contrario, è lo stereotipo ad essere una necessità, per definizione. Basta pensare al fatto che la maggior parte dei personaggi bonelliani si ispirano nelle fattezze ad attori
anglosassoni. non trovo nulla di negativo in questo, ma è bene ricordarlo credo.

E poi ci sono anche altre possibilità.
Penso al magnifico Tex di Magnus e (anche solo per fare un esempio) a tutto il lavoro di cesellatura
delle fotocopie, che Magnus all'epoca ha compiuto per
riutilizzare certi fondali. Un'espediente puramente
utilitaristico che gli permetteva di velocizzare il lavoro, diventa cifra stilistica.

Secondo me ragionare per compartimenti stagni è sempre
controproducente.

igort ha detto...

Ragazzi, grazie per gli insulti. E' vero: la comunità del fumetto è immatura, lo ammetto. E' immatura e si vede. A parte che certe cose non sono neppure scritte in un italiano decente, ma mi fa ridere il tono da asilo infantile.
Facciamo un passo indietro. Per favore.
Costantini le provocazioni servono a poco, a disfare più che fare. La sua amica che mi credeva più intelligente si sbagliava, sono stupido, altrimenti cosa ci starei a fare qui?
Le cose che ho scritto su Mephisto di tex sono bellissime, perché le penso e perché quel ciclo a me è piaciuto sul serio. Non poso, io.

Per il resto i miei amici sono il mio orticello e che si vada pure a cagare se la cosa distrurba. (prima porta a destra)

Il tono da rissa è patetico perché non si sa evidentemente distinguere da essere appassionati a volere negare gli altri.

Parliamo di cose, assumiamoci le proprie resposnabilità. Daniela, ma che ti vergogni di dire chi sei?
E chi sei Zorro?

Salutami Diego de la vega.

senility ha detto...

lo vedi igort, anche secondo bananos la foto di quest'ultimo post suona un pò fuori luogo!



;)

igort ha detto...

Senility, grazie per l'attenzione fotografica. Ma si tratta di un ritratto. Erano in uso anche in Parador ( e non fare il furbo, Bananos era d'accordo sui concetti, non sulle impressioni fotografice. cos'è preferisci un'altra moretta?)

nuvole in viaggio ha detto...

Non avendo letto tutti i post non entro nel vortice della discussione, inoltre la mostra alla triennale riuscirò a vederla solo la settimana prossima. Però pur apprezzando le scelte di campo e il parlar chiaro, mi hanno un po' impressionato il livore di alcuni commenti, i troppi steccati e le "patenti" di sperimentatore provetto.
Non si possono trovare interessanti contemporaneamente la coerenza stilistica assoluta di Hergé (da bravo ritardato l'ho riscoperto da poco e sono un po' sconvolto) e i graffi espressionisti di Munoz, o le graphic novel e i cartonati?
Sono un "vecchio" lettore di quello che sensatamente un tempo si chiamava fumetto d'autore (Battaglia, Breccia, Moebius, Igort,Micheluzzi, Paz, Bilal, Giardino...)e continuano a interessarmi i percorsi del singolo autore, i contesti editoriali con cui sceglie di misurarsi (magari mutandoli dall'interno). Per esempio la scelta del padrone di casa di misurarsi con la graphic novel di ampissimo respiro (Baobab), o quella di Bacilieri di lavorare con la serialità (Napoleone). Insomma alla fine credo che ogni autore debba semplicemente rispondere del proprio lavoro.
Mi scuso per la lunghezza.
Buon lavoro a tutti (un saluto a Nanni che ritrovo casualmente tra queste righe)
gastone

andrea barbieri ha detto...

Non ho letto tutti i post. Però volevo dire lo stesso una cosa sperando che non l'abbia detta già qualcuno. Volevo dire che una discussione attraverso post porta spesso toni che i vari autori non vorrebbero usare: il web stravolge abbastanza e a volte non ci si capisce. Inoltre chiunque sia anche autore porta nella sua visione delle cose acqua al suo mulino, non per cattiveria, invidia ecc, ma perché un autore non può aprirsi a tutto, deve avere la SUA visione.
Questo per dire di non trattare male Costantini, che (se non sbaglio) ha contribuito a organizzare mostre straordinarie a Ravenna. Ripeto: straordinarie. Io ho conosciuto il fumetto anche grazie al suo lavoro e quello dell'associazione con cui collabora, la Mirada.
Poi in casa ho uno scaffale lungo lungo lungo di libri coconino, perché sono straordinari pure quelli indipendentemente dal fatto che siano borghesi o no (ma perché Madame Bovary fa schifo?).

Quindi gettiamo ponti.

ps: lo status di Gipi secondo me si rende facilmente con la frase Gipi è lo Springsteen del fumetto. Egli è popolare in modo profondo. E gli auguro tantissimi sold-out (a Gipi, che Bruce li fa già :-)

ausonia ha detto...

tutto sommato, l'idea di valutare il singolo autore al di là della casa editrice con cui pubblica, mi piace abbastanza.

certo che se la casa editrice promuove un gruppo cospicuo di autori di talento a me basta e avanza per ritenerla importante. davvero importante.
e allora penso che la coconino lo sia. perchè basta guardare uno dei suoi cataloghi per capire che si tratta "in modo evidente" di una realtà editoriale incredibilmentre vivace. punto.
credo che se si ha un po' di buon senso la discussione non possa andare oltre.

la maggior parte degli autori che amo, hanno tutti fatto almeno un paio di libri che non mi sono piaciuti... e allora? sono riusciti a farli lo stesso perché il loro editore ha stretto un patto massonico con loro? no dai... non scherziamo. che tipo di discussione è questa? che razza di visione si ha? sinceramente non capisco.

il MALE va aspramente combattuto. ma qui il MALE proprio non c'è. il MALE sta da altre parti. stai sparando proiettili utili per altre battaglie, costantini.

per me il tuo caro amico michele ginevra ha fatto davvero male al fumetto indipendente italiano (proprio da un punto di vista culturale) pubblicando e promuovendo decine di autori che l'unico talento che avevano era quello di non saper raccontare né con il segno né con la parola... relegando per anni il fumetto underground nel girone dei poveri artisti incompresi quando il loro vero problema era quello di non riuscire a farsi comprendere.
quando lo vedo lo prendo amabilmente per il culo, ginevra, e non sparo neanche su di lui. perché sarebbe patetico. patetico e basta. lui lo sa, io lo so. non c'è livore fra noi.
respira, costantini, respira...

boris battaglia ha detto...

ma perchè tutto deve sempre finire così?
perchè voi(quasi tutti voi)i fumetti li fate. Io appartengo a quella parte che i fumetti li legge. E vi assicuro: imparare a leggere i fumetti è una cosa che costa molta fatica, è una cosa lunga alle volte dolorosa, bisogna rubare un sacco di tempo a cose come fumare bere fare l'amore o anche solo giocare a carte e a scacchi; che richiede tre quattro competenze da impiegare con solerzia e contemoraneamente. nessun facitore di fumetti (nemmeno il padrone di casa) può possederle tutte e quattro, una gli sarà sempre esclusa ed è quella più difficile da gestire: è quella che alle volte mi scatena l'hulk dentro di me, che mi fa prendere un libro e tirarlo nel cesso e dire col cazzo che pubblicherai un altro libro, perchè noi lettori siamo più di voi facitori, anche se facciamo un lavoro più di merda e noi lettori te non ti compriamo più, e noi lettori possiamo stare senza te autore che abbiamo sempre le sigarette e il vino e la fica e la vita insomma e mille rompicoglioni che ci vogliono raccontare le loro storie e di questi mille , gianluca quanti le raccontano meglio di te?, e tu gianluca (ma anche tutti voi altri autori)senza noi lettori non esisti, e signore mio bello se noi non ti compriamo più, tu che fai? smetti di disegnare e vieni a lavorare con me in fonderia? non ci sei abituato, potresti farti male...
molto male

Igort! scusami, forse avevi ragione, abbiamo più cose in comune di quante mai abbia sospettato.

perdonatemi, come sempre, sono 'mberiago.
sciao

andrea barbieri ha detto...

Uhm, mi sa che il mio post non è servito a niente.

ausonia ha detto...

perché quello che dici, barbieri, serve a chiarire bene il tuo punto di vista. non il mio.

senility ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
igort ha detto...

PLIN PLON
Ora basta, grazie. Fine dello spettacolino. Non ospito più interventi di polemica gratuita. Abbiamo già dato.
PLIN PLON

Luc ha detto...

Caro Igort,
scusa se mi permetto il tono confidenziale.

Da semplice lettore di "fumetti", volevo semplicemente e pubblicamente ringraziarTi per il lavoro che porti avanti, insieme agli altri autori.

Credo che lo sforzo che fai/fate è notevole e che nonostante la situazione di mercato,
in generale non favorevole, comunque vi siete creati (hai creato) una realtà in cui
pubblicare le storie che ti/vi piacciono ed in cui credete. Spero che anche i numeri Vi aiutino e
vi diano ragione.
Il resto, molto di quanto letto qui sopra, specie tra le righe, credo che sia "filosofia picciola"
o voglia di essere per forza contro a prescindere. Sentire parlare di cupole, massoneria ed altre amenità del genere, riguardo ai fumetti e a Coconino e/o i suoi
autori mi lascia stupito.
Questo per ciò che riguarda la "polemica" o pseudo tale negli ultimi post (di cui peraltro ho
capito pure poco, ma questo sicuramente per mia colpa).
Poi se proprio vogliamo affrontare la questione editoriale, non ci trovo niente di scandaloso che Coconino abbia una sua linea
editoriale, che previlegi alcune storie rispetto ad altre, che abbia un suo gruppo di autori
(a cui dà l'occasione di pubblicare, ma anche e soprattutto di vivere del proprio lavoro!!).
La Coconico è (anche) un'impresa, che investe (anche) soldi in un settore non facile, e già
questo da solo basterebbe a giustificare qualunque
linea editoriale la C. volesse adottare (in fondo sono
gli azionisti della stessa che ci mettono i capitali).
"Se le cose che pubblica non Ti piacciono, non le compri."

Da ultimo, e poi la finisco sul tema, grazie per aver chiuso la discussione con una
mossa d'imperio. Mi sembrava degenerata anche, a livello di personalismi.

Torniamo ad Argento che mi sembra più interessante.

igort ha detto...

Caro Luc,

non ho nulla da aggiungere. Ti ringrazio per le cose che dici. Auguro una buona lettura ai lettori curiosi.

Anonimo ha detto...

Ausonia ha scritto:
- per me il tuo caro amico michele ginevra ha fatto davvero male al fumetto indipendente italiano (proprio da un punto di vista culturale) pubblicando e promuovendo decine di autori che l'unico talento che avevano era quello di non saper raccontare né con il segno né con la parola... relegando per anni il fumetto underground nel girone dei poveri artisti incompresi quando il loro vero problema era quello di non riuscire a farsi comprendere. (fine citazione)

Mi costringere a intervenire in un blog...
Ecco l'elenco completo degli autori pubblicati nella collana Schizzo Presenta, dal '96, il tentativo più serio di valorizzare stili e autori:

prima serie:
Andrea Bruno
Gianluca Costantini
Jessica Abel
Stefano Fabbri
Maurizio Ribichini
Pasquale Todisco
Zograf
Matt Madden
Marco Corona e Viano
Luca Genovese
Gianmarco Pozzoli
Elettra Gorni
Davide Catania
Pepe e Morgante
Lorena Canottiere
Sandro Staffa
Stefano Zattera
Salvo D'Agostino
Lorenzo Lanzi
Paolo Casabianca
Leila Mazzocchi
Irace - De Domenico

seconda serie
Davide Reviati
Stefano Misesti
Mabel Morri
Antonella Toffolo
Nicoz
Maurizio Ribichini

Caro ausonia
sono quasi tutti autori in attività. sono tutti autori che hanno cercato di comunicare. qualcuno c'è riuscito meglio altri peggio. ma tutti ci hanno provato e molti dei nomi di cui sopra sono da tempo realtà del fumetto non solo italilano e non solo non certo solo underground.
Conosco Ginevra solo di nome e seguo da anni le pubblicazioni del cfapaz. ma leggo anche molte altre cose, tra cui tex e zagor tutti i mesi.
sarò un lettore onnivoro, ma mi sembri ingeneroso nelle tue pseudo riflessioni.
questi i fatti li hanno realizzati sul serio e hanno anche "arato" il terreno per chi è arrivato negli anni successivi.
appena possibile andrò a vedere la mostra di milano. mi avete incuriosito.

cesare f.

ausonia ha detto...

@cesare f. (è strano quanti nomi "nuovi" affollino questo blog da quando avete fatto partire questa discussione...)

riporti le mie parole.
ma non sta scritto da nessuna parte che stavo parlando della "totalità" degli autori del centro fumetto. (bruno, ad esempio, lo ritengo autore considerevole) altrimenti avrei dovuto includere anche me stesso... visto che ho esordito su schizzo a diciannove anni.
e forse, però, avrei dovuto includermi, visto che a 19 anni non sapevo neanche disegnare. e la mia storia era davvero incomprensibile... ero del tutto in linea con la politica editoriale della rivista, probabilmente... :)

ma un certo numero degli autori che elenchi... effettivamente, facevano parte anche dei nomi a cui mi stavo riferendo nel post che citi... quindi, è solo una questione di opinione personale? chissà.

ho anche detto che non avrei mai sparato su ginevra... e in effetti non l'ho fatto. perché non ho proprio niente di personale contro di lui. abbiamo sempre avuto ottimi rapporti umani. ci vediamo e ridiamo insieme sfottendoci reciprocamente. è successo anche a pavia due settimane fa. grasse risate... gli ho detto che il nuovo "100% schizzo" avrebbe dovuto chiamarlo "zero%", visto che si tratta di un albo alla sky doll. ne abbiamo riso. ginevra conosce le mie opinioni sul C.F. giusto per specificare che non stavo "sparlando di lui".
sono persona schietta, ma molto rispettosa.

ma nessuno può costringermi a non esprimere una mia opinione (per niente pseudo) sul suo lavoro di editore. perché molti dei libri che ha promosso erano libri assolutamente incomprensibili. e neanche tanto volutamente, incomprensibili.
vedi, un disegnatore, lo capisce subito quando un altro disegnatore disegna in un certo modo per scelta o percorso e quando invece maschera la sua totale incapacità con un segno sporco e forzatamente "interessante" o fintamente "colto". barù non mente, gipi non mente. e potrei continuare, ma le liste mi fanno paura.