10 maggio 2006

ARGENTO! (capitolo 12)




Incrocio’ per le strade polverose e brulle una serie di camion che portavano le truppe di rinforzo a Mammarranca ,Vladymir Andrey Rostropovitch. Lui seguiva il ciondolare dolce e ironico di un cavallo filosofo con il quale amava discorrere. Lo chiamava Herr Doktor, e il cavallo, da tempo, pareva gradire quel nomignolo.

Erano due esseri solitari, e mentre attraversavano la “piana do diablo” sapevano, entrambi lo sapevano, che i guai non erano terminati per loro.

Era stato indetto il coprifuoco e si rastrellavano le case alla ricerca di Emiliano Maraboto, scampato al patibolo nonostante la condanna.

Si sentivano gli spari in lontananza, il regime e i fazenderos delle compagnie di cacao non ammettevano disordini. In quella notte maledetta, erano stati denunciati e passati per le armi senza troppi complimenti, decine di uomini e donne, solo perché sospetti di simpatizzare con i rivoluzionari.

E lui, il saltimbanco ebreo dallo sguardo triste e i piedi freddi, meditava amaro, sconsolato, mentre canticchiava una canzone yiddish della sua infanzia e ripeteva , come una cantilena, “ahi ahi ahi.
Hai agito d’istinto, vecchio mio”.
Aveva agito d’istinto, sissignore. Grave, gravissimo errore. L’istinto era il lusso dei poveri, dei perdenti. Il pane secco della vita.

“ahi ahi ahi”.

E lui, a costo di barare, aveva sempre preferito vincere.

Meglio non pensare. Piuttosto, ecco, si’, meglio perdersi nel clop clop ritmico di Herr Doktor che lo portava chissà dove tra palmeti e banani.


Passo’ un carro trainato da un cavallino piccolo e agile e guidato da una vecchia, fasciata in volto e da un ragazzino gracile.
Era il carro di Donna Aurelia che si recava in città.

Pam Crak Crak.

“Li senti Alvino?”
“Si’ nonna”
“Che siano maledetti. Uccidono senza remore, senza paura del diavolo”.
“Quella è gente che finirà male”.
“Si’ nonna”

E si imbatterono in un posto di blocco, all’entrata di Mammarranca.

“dove vai vecchia? “
“dal dottore”
“chi ti ha battuta? Sei una rivoluzionaria?”
“io lavoro soldato, non ho tempo per altro. Il mulo ha scalciato e io ho preso una brutta botta, lasciami andare che il dottore non aspetta”.

Sapeva essere autoritaria e per questo era rispettata nel villaggio, donna Aurelia. I soldati parlavano quel linguaggio e compresero che la donna non c’entrava con i motti.
All’entrata in Mammarranca Alvino e sua nonna videro delle scene atroci. Moltissimi corpi giacevano accatastati sul bordo delle strade principali. Alcuni eranoi legati, le mani dietro la schiena, altri colpiti mentre cercavano di fuggire.

Busso’ alla porta. Apri’ Erminio il dottore, visibilmente provato.
“Brutta giornata Donna Aurelia, cosa vi porta in città in un giorno come questo? Non avete sentito cosa è accaduto stanotte?”
“le disgrazie non prendono l’appuntamento, su Dottori, dovreste saperlo oramai”.
“già, già” accomodatevi.
“Cosa vi è accaduto? “
“ho male, male a un occhio, ho battuto”

Levo’ la fasciatura, delicatamente, per scoprire una ferita verticale molto brutta; che pareva aver colpito l’occhio in pieno.

“Una brutta ferita Donna Aurelia, c’è una emorragia della congiuntiva. Con cosa avete disinfettato? “
“Con impacchi di calendula e salvia, olio e miele.” Disse la donna.

“Avrete sangue in quest’occhio per una ventina di giorni, forse un mese. “
“Alzate la testa per favore. Guardate lontano. Ecco”
“E’ stata una fortuna che abbiate chiuso l’occhio”

“cosa è?” Chiese la donna.

“Temo una lesione della cornea”.
“E spero davvero che non sia nulla del genere perché in quel caso c’è possibilità di un leucoma. E rischiereste di diventare cieca ad un occhio”.

Alvino guardava i movimenti dei militari che marciavano armati per le strade di Mammarranca. Sembravano tanti soldatini di piombo, tutti uguali. Una volta ne aveva posseduto uno. Dipinto a mano e molto pesante. Ma nella sua immaginazione di ragazzetto non avrebbe mai fatto fare a quel soldatino le cose che vide.

Vide i soldati sfondare la porta di una casa. Uscirono d corsa due bambini e un uomo.
Si udirono gli spari e poi i corpi furono trascinati dai soldati ai lati della carreggiata.

Don Erminio sobbalzo’. “E’ tutta la notte che fanno questo. Maledetti”.

Tremava. Donna Aurelia lo guardo’ con discrezione. Il medico, con il pretesto di prendere delle fialette dal mobile vetrina, adesso le dava le spalle.
Dal leggero tremolio Donna Aurelia capi’ che stava singhiozzando, in silenzio.
Fece segno ad Alvino di chiudere la porta, che era rimasta semi aperta.
E tocco’ una spalla al dottore.
“passerà anche questa Don Erminio, quegli uomini hanno il tempo contato.”

“mi scusi ho bisogno di bere un goccio”
Si verso’ un bicchiere di Wiskey e ne offri’ alla donna.
“No grazie” disse lei.
Aveva gli occhi rossi, e stanchi, Don Erminio, e domando’:

“Dov’è Dio in questi giorni, perché ha abbandonato questa terra?”
“Dio è morto, su dottori.”
“Eppure c’è bellezza in questo mondo, grazia”.
“Si’ la bellezza c’è, è rimasta malgrado tutto. Malgrado noi”.

Lo sguardo asimetrico, con l’occhio destro, semichiuso, nel volto di Donna Aurelia, conferiva a quella chiacchierata una nota dolente.
Non era il loro solito conversare ironico. Non c’era leggerezza quel giorno, ma solo l’odore acuto del disinfettante.

“Siamo dei fuscelli, mi avete detto l’altra volta. Dei fuscelli al vento. Mai visto dei fuscelli tanto inutili, tanto feroci. Sapete una cosa Don Erminio? Io da ragazza credevo. Avevo la fede. Poi ho visto intere giovinezze spegnersi sotto il peso di cose troppo pesanti per loro, cose talmente pesanti da stritolare le ossa, portavano deformità e sofferenza. Che vita è questa? Ho parlato con il mio Dio e gli ho intimato: sparisci dalla mia vita. Sparisci; io vivro’ senza di te. Ho chiuso gli occhi attendendo un fulmine che mi incenerisse.Ho detto addio, è la fine. Ho aspettato un minuto , due, poi sa cosa? Il vento è passato tra i miei capelli. Ed ero sempre li’. Sotto il mio albero di acacia. Viva. Capisce dottore, viva, ma finalmente sola. Sulla terra”.

Guardo’ dalla finestra, la donna, e vide i corpi dei bambini, sembravano rami, piccoli rami di acacia.
“L’estinzione. Arriverà prima che ce ne rendiamo conto. E allora a cosa sarà servita la bellezza? Chopin, Mozart? A cosa? A ricordare che un giorno l’uomo fu?”.

“Si’ che l’uomo fu non solo “morte e disperazione”, Donna Aurelia. Che non ha vissuto solo per il dolore”.
E aggiunse come riprendendosi, risvegliandosi, aiutato da una fiducia che pensava, solo qualche minuto prima, perduta per sempre.

“Sapete cosa? La bellezza è dappertutto, non dove ce l’aspettiamo, la bellezza fiorisce anche nel letame”.

“Ve l’ho raccontata la storia di Brotzu? Era un vecchio uomo di scienza , Joseph Brotzu, che guardando la pozza maleodorante dello scarico fognario nel mare, qua di fronte, aveva notato una cosa. Nel marcio di quelle acque stava succedendo un prodigio. Perché il mare tanto sporco, vicino al molo di levante a un certo punto si faceva pulito?
Quest’uomo curioso aveva preso dei campioni d’acqua, pieni di batteri e li aveva esaminati, non si stupi’ di trovare i betteri terribili della salmonella. Sono quelli che ci hanno portato le febbri tifoidi, che qui sono ormai endemiche. Ma sapete cosa? C’era una muffa. Puf, sorta cosi’, una specie di fungo. Sorta cosi’? Non per lui. Cosa ci stava a fare quella muffa?
Quella muffa combatteva da sola e annientava i bacilli del tifo, del paratifo, ma anche del colera. Perfino della peste e della brucellosi.
Capisce Donna Aurelia? E tutto questo era nelle acque della fogna che noi scarichiamo in mare. Era nell’acqua putrida e combatteva i germi, sino a restituire l’acqua alla sua primordiale pulizia”.

“Il mondo è pieno di bellezza, ma bisogna saper guardare.”.

Alvino ascoltava incantato la storia della muffa dell’acqua e non si accorse dell’espressione di Donna Aurelia che aveva intravisto dietro i vetro delle figure arrivare.

Fu in quel mentre che i militari fecero irruzione: “Erminio Carboni Boy?” chiesero senza cortesia.
“Si’, sono io.”
“Venga con noi”

Non gli diedero neppure il tempo di chiudere l’ambulatorio.

Furono Donna Aurelia e Alvino che accostarono. Avevano fatto un piccolo cartello, che appesero sulla porta a vetri.

C’era scritto: “torno subito”.

58 commenti:

Sparidinchiostro ha detto...

Dopo la scomparsa di Igort nella botola, siamo evidentemente in autogestione. Ci deve essere uno strumento automatico che continua a postare capitoli della storia, ma nello spazio dei commenti si fa quel che si vuole.
Propongo una gara di ricordi nefandi. Ognuno confessa un peccato del passato e alla fine votiamo il losco figuro dell'anno qui al korova milkbar club.

Inizio io:
Ho passato un sacco di tempo (fin verso una quindicina d'anni fa) leggendo gli xmen e divertendomi. Chris Claremont mi sembrava un genio!

bananos ha detto...

l'idea è balzana ma buona in un tempo:

"io da piccolo mi chiudevo in bagno con i giornalini sporchi(allora venivano chiami così) dei miei fratelli più grandi-isabella,jacula,biancaneve e i sette....ehm,ehm",
ma quello che mi piaceva di più era il presplatter wallenstein,in cui venivano fusi il gusto per l'horror di serie b e il soft core... il disegnatore credo fosse tacconi,lo stesso degli aristocratici"

...ovviamente non legevo solo quelli....sono un uomo di cultura io!

bananos ha detto...

cacchiarola.....il post di prima lascia intendere la collocazione temporale della mia nascita..merda!
adesso tutte le pulzelle giovani che leggono questo blog sapranno che sono un vecchietto sdentato!!
addio conquiste virtuali......merda merda merda!!!

Paolo è colpa tua!

brekane ha detto...

jacula il vampiro! quanti ricordi! mio fratello comprava tromba il camionista... ah, basta, basta con la nostalgia, viva l'autogestione!

altre a claremont io apprezzavo anche le perfette anatomie di Al Milgrom, e invece (ma me ne vergogno molto) (no, sul serio) (non so se ho abbastanza coraggio)... trovavo orrendo Gli ultimi giorni di Pompeo, questo fino ai diciotto anni, poi rinsavii...

igort ha detto...

E ti pareva che uno faceva un pisolino e poi si trovava i proci a cazzeggiare.

(A breve parlero' del mio amore per zakimort.)

Vedo che questo blog è frequentato da grandi intellettuali, eh?

Mi piacerebbe sentire anche Giacomo Nanni che, ne sono certo, era abbonato a Vartan.

O era Jolanda De Almaviva?

bananos ha detto...

@ brekane,

bhè,mio caro questo è davvero grave..
ho adorato pazienza fin dai tempi di pentothal,e quella di pompeo è una delle storie più tragicomiche e struggenti del fumetto mondiale
vabbè,accettiamo il pentimento và...

bananos ha detto...

che nomi soavi...che ricordi!
buonasera ospite nostro.....almeno tu il pisolino l'hai fatto

bananos ha detto...

....l'arte stanca....haw haw

bananos ha detto...

....detta arcana....

Nanni ha detto...

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Nanni ha detto...

giuseppe bergman non inteso come uomo, come storie: "le avventure di..." lo so che c'ègente maliziosa in giro, va bè...

Sparidinchiostro ha detto...

Wallenstein era disegnato da Romano Giovannini (lo so, sono un fine intellettuale).

Molto piccolo mi hanno comprato una busta con dei giornalini (altri tempi). Dentro c'erano due numeri di Vartan: non aveva i capezzoli!

A 10 anni (1978) ho scoperto Pichard e il bagno di casa è diventato un posto difficilmente accessibile (precocissimo!).

Igort, chi ti ha buttato la tastiera nella botola?

bananos ha detto...

maledetto carter!!!mi hai scoperto anche stavolta...!!
(accento ucraino d'obbligo leggendo)

Thomas ha detto...

Per wallestein mi sa che era Giovanni
Romanini!
c'era anche "cronaca nera" sempre dello squalo, ma il top era gin fizz!
Scusate ma mi son sentito preso in causa con questi ricordi.

bananos ha detto...

se lo dice paolo ci si può fidare.io sinceramente non li ricordo....ehy..pensandoci bene,forse voi li leggete ancora!!è per questo che ricordate così bene i nome dei disegnatori!!

bananos ha detto...

secondo voi,il padrone di casa si offende,visto che stiamo parlando di tutto tranne del suo romanzo???

Sparidinchiostro ha detto...

Ha ragione Thomas (la dislessia galoppa): romanini.
Wallestein era una becerissima scopiazzatura dello swamp thing disegnato da berni wrightson.
Però nel comic book statunitense non scopavano e in wallestein sì. C'era anche la vecchina compiacente che assecondava tutte le peggiori ossessioni del mostrone.

Igor non si offende. Andrea, tu che sei vicino, dai una spinta alla botola...

igort ha detto...

Mi piaceva molto un'altra imitazione dei Swamp Thing, ch si chiamava "Man thing". L'ha disegnata, nei primi numeri, Mike Ploog che era un disegnatore molto dotato, molto plastico. Era un ex assistente di Eisner, che fece, tra le altre cose, i fiori carnivori nel film la piccola bottega degli orrori.

(poi vi parlero' del mio amore per zakimort).

bananos ha detto...

mike ploog mi piaceva molto...credo di avere ancora qualche retaggio delle sue visioni da qualche parte nel cervello.....

Anonimo ha detto...

Igort,molto,molto bello e toccante questo capitolo.


Loopguru.

Anonimo ha detto...

Mitico, Igort! Di Mike Ploog mi piaceva anche il suo Frankestein e il bellissimo Uomo Lupo, pubblicato su gli ASE della Corno. Comunque, con questa serie di commenti masturbatorio-regressivi la tua corte di "intellettuali" si rivela grottescamente per quello che e'....

bananos ha detto...

caro anonimo/a :
"intellettuale" e "grottesco" ci sarete tu e tua nonna.
qui nessuno si è mai definito un intellettuale:forse è quello che tu vorresti essere ,ma non avendo il coraggio di,spari (scusa paolo) cazzate anonime...vai da bravo,vai a leggere fumetti ,su su vai....

chiedo venia al nostro ospite

bananos "intellettuale"

igort ha detto...

Per Loopguru, grazie. Ce la sto mettendo tutta. Questa serializzazione di un racconto a puntate è un'esperienza nuova. Molto interessante, che si affianca alla strutturazione di un altro racconto lungo per me importante, che è Baobab. Li'idea che si possa raccontare un mondo visto attraverso più storie tra di loro collegate, e attraverso più linguaggi (graphic novel e novel tout-court, per es.) mi affascina.


Per l'ultimo anonimo.

L'uomo lupo disegnato da Ploog è cosa notevole, anche Frankenstein lo era. MOLTO.
Sono fumetti che avevano un lavoro sull'atmosfera incredibile.
Riguardo al tuo ultimo commento sulla "mia corte di intellettuali" mi sembri stucchevolmente ipocrita. Ma andiamo, come potremmo mai considerare intellettuali i commenti che ospitiamo se tra questi ci sono anche i tuoi?
Questione di "onesta intellettuale", appunto...
In effetti il mio amico Gipi mi ha insegnato una forma di commento molto efficace a questo genere di acute osservazioni.
Eccola:
"anonimo? PPPRRRRRRRRRRRRRRR"

nuvoleonline ha detto...

Scusate ma vedendo citato Mike Ploog non posso fare a meno di intervenire: anche se non sempre affiancato da inchiostratori degni delle sue matite, i suoi Frankenstein ed ancora di più Licantropus (in originale Werewolf by night) sono stati da poco raccolti negli economicissimi essentials della marvel.

Ecco, pur non facendo parte del korova milkbar club, rivelo il mio ricordo nefando, che dura purtroppo (per le mie tasche) anche ora: una passione smodatata per i fumetti horror della Marvel degli anni '70.

Il Dracula di Marv Wolfman e Gene Colan, i succitati Frankenstein e Licantropus di Mike Ploog, che sono stati ristampati di recente nella collana succitata, ma ancora ho bellissimi ricordi delle collane pubblicate all'interno del corriere della paura della corno, tra cui proprio Man Thing. Non so perchè, ma quando penso che Marv Wolfman ha scritto Dracula consecutivamente per sei/sette anni al ritmo di 22 pagine al mese non posso che provare per lui una grandissima ammirazione.

Ecco, ho una morbosa passione per quei fumetti dai temi assolutamente assurdi che poi qualche scrittore capace e un buon disegnatore riescono a comporre in qualcosa di onesto e credibile, contro ogni possibile previsione (andiamo... scrivere Dracula! Per sette anni!).

Chiedo scusa per questo spot "Essential", ma sono una mia piacevole riscoperta di questo periodo e mi stanno facendo leggere un bel pò di quei fumetti che, inconsciamente, quando ero piccolo mi hanno portato a questa insana passione, certamente ora composta da letture radicalmente differenti... ma non ci si deve vergognare della propria storia, (ed in questo turbinio essential la confessione più scabrosa, caro Spari è che... non ho potuto evitare di acquistare anche i due volumi degli X-Men a cui ti riferisci nel tuo commento! Anch'io ho pensato che quell'uomo fosse un genio! Però forse avevo qualche annetto in meno...), no?

un saluto a tutti,
grazie per l'ospitalità,
c.

nanni ha detto...

Sottoscrivo il commento di loopguru.

poi: Igort e Doc: avete presente quella canzone degli elio e le storie tese?

Rimango in casa.
Mi opprimi.
Esco.
Questa casa non e' un albergo.

Leggo Seth.
Sei un intellettuale.
Leggo Wallenstein.
Ti riveli grottescamente per quello che sei.

Vorrei palparti le tette.
Porco!
Mai ti toccherei neanche con un fiore.
Finocchio!

bananos ha detto...

nanni,
sto ridendo troppo,solo, in casa e davanti ad un monitor....qualcuno ha una camicia di forza??

mitico!!

bananos ha detto...

claudio,
hai idea cosa voglia dire, tornare a casa dopo il sabbatico anno passato da militare e scoprire che,durante la tua assenza tua mamma ha fatto le pulizie di primavera,cestinando tutta la tua collezione
marvel che avevi impiegato anni a metter su(e anche molti dc a dire la verità)?quelli di cui parli sono gli albi della mia infanzia:ricordo che rubavo i soldi dalla tasca della giacca di papà per poterli acquistare..........tutto questo più o meno 30 lunghi anni addietro se non di più,o forse sono 35?

igort ha detto...

Gene Colan! Un grandissimo disegnatore, morbido, molto stiloso il suo uso delle ombre, per me una grande ispirazione.

Lo studiavo da ragazzo, l'ho riguardato da adulto. Stima immutata.
Ci sono delle cose di Dracula, eccezionali, perché Colan, anche lui, era interessato a raccontare le atmosfere: cupe, fumose, nebbiose. E Dracula era l'habitat perfetto per quella materia impalpabile.
A mio modo di vedere Colan non è stao celebrato come meritava, forse perché disegnatore non molto muscolare in un contesto in cui i muscoli c'entravano molto.
Ma le visioni e le suggestioni che lui ha saputo definire sono e rimangono insuperate.
Solamente Writghtson ci si è avvicinato con il suo capolavoro, Swamp Thing.

Wrightson, con il suo disegno, ha saputo creare quello che anni dopo, con la scrittura, Moore ha definito cosi' bene: un vero e proprio universo.

( Grazie per il commento su argento a Nanni. )

igort ha detto...

Domanda:

ma i fumetti sono e rimarranno legati per sempre ai nostri sguardi di bambino?

andrea barbieri ha detto...

Be', il futuro del fumetto è nelle mani dei fumettisti.

igort ha detto...

No, dico, noi lettori vedremmo sempre il racconto a fumetti attraverso quello sguardo nostalgico dei primi fumetti che leggemmo, da bimbi, appunto.
E cosi'?

Perché Fromental, per dire, sceneggiatore e redattore di Metal Hurlant e oggi direttore editoriale di Denoel, pensa che il fumetto non si possa "slegare" da questa visione, giocosa, nostalgica. E' come, quasi, un imprinting.

perec ha detto...

perdinci... ero rimasta all'imprinting di zio konrad! e sono fortunata: per me l'imprinting è venuto con la prima ruga...

igort ha detto...

Sempre un tantino ermetica, che vuor di'?

(P.S. ma allora abbiamo le rughe? o no?)

nuvoleonline ha detto...

Non vorrei avere lasciato spazio a questa interpretazione riguardo alla mia passione per i fumetti (come "ricordo nostalgico delle letture da bambino").

Da adulto, una volta maturata consapevolmente la passione per questo linguaggio, ho semplicemente cercato di capire se quello che leggevo da bambino (e dunque ciò che, indiscutibilmente, ha mosso la mia passione) era valido o no.

E tra tante cose NON valide ho visto però che qualcosa che valeva la pena di rivalutare da adulto c'è. Da piccolo non avrei apprezzato nello stesso modo di ora Gene Colan, o Mike Ploog. Mi avevano lasciato "qualcosa", che solo l'elaborazione da adulto mi ha permesso di comprendere.

Per fare un altro esempio: ho letto quintalate di Kirby da bambino, ma solo da adulto ho realizzato l'effettiva importanza di quanto avevo, seppur inconsciamente, assunto.

Mi sembra che fossi proprio tu, Igort, forse in un editoriale di Black, a dire che bisognava smetterla con "l'uccisione simbolica dei padri". Credo che la lettura di quell'editoriale sia stata compartecipe nell'indurmi in questa ricerca del "bello" che leggevo quando la passione si stava presentando alla porta (bè, Kirby lo avevo già ampliamente recuperato da me:).

Insomma, di mio sono contrario al pensare il fumetto come una sorta di media legato perennemente alla "nostalgia", ma non voglio che questo mi sia di intralcio nella scelta delle letture.

Ora leggo contemporaneamente Krazy Kat, Tardì, Steranko, Munoz, Seth e Kirby (cito ovviamente alla rinfusa).

Se non avessi ricercato ciò che mi aveva colpito da giovane non avrei scoperto che mi può piacere contemporaneamente, anche se per motivi diciamo più "artigianali" degli altri su menzionati (la pennellata, la resa delle atmosfere, etc...) il buon Gene Colan.

E sono contento di sapere che tutte quelle letture da bambino non sono state tempo perso.

La collezione dell'Uomo Ragno? Sì, quella forse è stata tempo perso e me ne sono liberato molto tempo fa. Ma I Fantastici Quattro col Devil di Miller me li tengo ben stretti.

Per Bananos: Per fortuna non ho mai vissuto quell'esperienza... purtroppo il mio calvario è iniziato da quando vivo da solo: 6 traslochi in 7 anni hanno colpito la mia collezione più di quanto ogni madre possa concepire...

Ancora grazie per l'ospitalità,
ciao a tutti,
c.

igort ha detto...

Sei membro onorario del "Korova Milk Bar Lonely Heart Club Band, divisione del Sgt Pepper Entertainment Division Inc. Co. ". Appena posso faccio il link.

perec ha detto...

dunque:

io sono fumettisticamente maleducata. non ne ho mai letto uno prima di qualche settimana fa. e non avevo nemmeno i sensi di colpa dell'intellettuale ignorante. proprio per niente. poi, e dico poi, mi sono messa a leggere. ed ho scoperto un mondo. in realtà, sono molto felice di non avere ricordi d'infanzia, della faccenda. perché adesso che so di non saperne niente, passo allegramente dai fumetti epr bambini a quelli per anziani rugosi.
senza, necessariamente, averne l'ombra.

fumetti sulle cripte, però, ancora niente...

ausonia ha detto...

anch'io come perec sono fumettisticamente maleducato. non ne ho mai letti molti... l'imprinting (quello vero) è avvenuto con signal to noise. una lettura non proprio per bambini... ho dovuto recuperare nel tempo. ma quello per me è il fumetto: una roba con delle persone e delle voci.

emo ha detto...

E' curioso come la discussione sia partita dallo spunto offerto da Sparidinchiostro (che invitava a partecipare a una gara di ricordi nefandi) e si stia concentrando ora, invece, sull'approccio nostalgico del fare e leggere fumetti.
I punti di contatto ci possono indubbiamente essere, ma non è che stiamo equivocando il core della questione?
Io, ad esempio, posso confessare senza problemi che il mio scheletro nell'armadio si chiama Todd McFarlane.
Ho avuto la fortuna di leggere fin da bambino i fumetti di mio padre (da Audax a Jim Toro, da Flash Gordon a Corto Maltese, da Molino a Barks e tanti altri), son cresciuto a pane e Bonelli (per alcuni panem et circenses, ma le riflessioni di Igort sul feulleiton, a mio parere, non dovrebbero prescindere da quell'approccio al narrare) per poi riuscire a risolvere il dilemma genere-linguaggio rendendo le mie letture assolutamente trasversali.
Ho un ricordo nostalgico di determinati fumetti?
Si, ma in maniera non dissimile dalla stessa nostalgia per film (Ritorno al futuro) o libri (David Crockett e i banditi del Mississipi).
Più banalmente: si cresce e mutano gusti e necessità, e non per questo ciò che andava bene in passato debba andar bene oggi, ma non deve nemmeno - a mio avviso - essere demonizzato e rifiutato categoricamente.

perec ha detto...

occhei. emo ha ragione. dovrei avere almeno un ricordo nefando. beh, ce l'ho. il tenero giacomo. aspettavo con ansia la sua uscita in edicola.

nuvoleonline ha detto...

Tante grazie per l'ospitalità in questo blog:) La discussione mi appassiona, anche se il tempo latita, però mi sento di dire a proposito di

"Si, ma in maniera non dissimile dalla stessa nostalgia per film (Ritorno al futuro) o libri (David Crockett e i banditi del Mississipi)"

che ritengo ingiusto indurre un sospetto che esista un rapporto tra l'affetto che si può avere o meno per "Ritorno al Futuro" con l'ammirazione e lo studio di un qualsiasi Jack Kirby, Gene Colan, e quanti altri citati finora.
Il paragone mi sembra davvero non possa reggere.

Ciao a tutti!
c.

bananos ha detto...

@perec,
...ma cosa è il tenero giacomo???

bananos ignorante

perec ha detto...

la cosa più pallosa della settimana enigmistica..., una cosa veramente intollerabile. in realtà, si tratta dell'aspirazione segreta di moltissimi fumettisti. c'è una lotta fratricida per uccidere il tenero giacomo (ci si è provato con il machete, con un fucile a palettoni di sale, con un mitra a fanta... ma lui resiste) e per sostituirlo con un personaggio misterioso. so che igort è stato contattato per vladymir, ma non si sa ancora cos'ha risposto. fra l'altro, in parador le poste non funzionano ancora un granché.

Anastasia ha detto...

Prima della mia nascita i miei genitori avevano collezionato e rilegato in volumi Il Principe Valiant, edito da i fratelli Spada.
Costretta ad andare all'asilo non tolleravo l'idea di separarmi dai tomi che sfogliavo quotidianamente e risolsi ritagliarne le immagini alle quali ero maggiormente cinghiata; da lì principiò una tremenda opera di sforbiciamento della quale seguito a rammaricarmi di molto (riallacciandomi al tema della confessione vergognosa). Tutte le figure decurtate erano fanciulle (le donnine belle, le chiamavo da bimba) e, non appena i ritagli iniziavano a consumarsi, mi sforzavo di ridisegnarli per seguitare a portarmeli dietro perennemente integri (anche se orrendamente clonati). Collegandomi al legame allo sguardo bambino tutt'oggi una delle prime cose delle quali prendo nota nei fumetti che leggo è la maniera che ha il disegnatore di turno di realizzare il muliebre (non mi importa della tecnica o capacità utilizzate, ma mi emozionano ancora in maniera impressionante i personaggi femminili distanti e dalle espressioni rapaci -quelle di Enrique Breccia mi suscitano una galoppante tachicardia).

bardamu ha detto...

Dopo Krazy Kat (il mio primo libro di fumetti) e a parte topolino, ho iniziato a leggere seriamente i fumetti al liceo, durante le lezioni. Sono partito dai manga, quelli popolari, passando poi per Bonelli e letture americane tipo Tank Girl o Bisley. In Europa ci sono arrivato tramite Moebius, Zezelj e Bilal. Poi in europa ci sono rimasto e da lì ho lentamente e umilmente cominciato a conoscere il mondo.. e mi sono accorto che per certi versi sono tornato a krazy kat..
Non so se ho vera e propria nostalgia dei fumetti che leggevo da ragazzino, un po' forse. Ma credo che la nostalgia più grande si quella che provo per mè ragazzino, per la mia infanzia-adolescenza.. e di conseguenza per le cose che facevo e leggevo, per quelle che mi entusiasmavano.. Solo che non credo sia possibile scindere nettamente le cose e avere una visione lucida della propria nostalgia..

brekane ha detto...

Sono d'accordo con tutto ciò che dice sparidinchiostro: se non fossi tornato indietro a verificare le cose che leggevo da piccolo non so se mi sarei appassionato così tanto a Segar e al suo Braccio di Ferro; allo stesso tempo ho potuto vedere come spesso le cose che non mi piacevano, non mi piacevano perché non le capivo.

Facendo un paragone un po' ingiusto, tra l'Uomo Ragno di Steve Ditko e quello di John Romita preferivo il secondo piuttosto che il primo - adesso darei oro per una ristampa fatta bene di Ditko, mentre per John Romita (che però mi piace lo stesso) non so.

O anche: Steranko non lo sopportavo...

Ho il sospetto però che ci sia una forma di imprinting lievemente nostalgico che ci porta a ricercare le cose che per prime abbiamo letto (il gusto, più che la sostanza, di quelle cose) anche se forse questo "imprinting" si modifica un poco ogni volta che leggiamo qualcosa che ci travolge...

@bananos: mia madre - e ancora glielo rinfaccio - buttò via una copia autografata di "5 è il numero perfetto". Era in una pila di riviste sul mio comodino finite tutte male...

Sparidinchiostro ha detto...

Ricordo che su un magazine b/n di Conan (che faceva parte di quella linea editoriale dell'horror anni 70 cui si riferisce Claudio/Nuvole) c'erano dei brevi episodi di King Kull (un altro dei personaggi di R.E.Howard - perché non si dubiti che sono un fine intellettuale un po' onanista) disegnati a matita (e splendidamente) da Mike Ploog. L'ultima cosa di Ploog che ho visto è stato - un paio di anni fa - un volume dedicato alla vera storia di babbo natale (abbastanza inutile).
Sempre su qugli albi b/n, oltre a Colan e Ploog, c'erano Howard Chaykin (che faceva Solomon Kane, ancora Howard) e il mio preferito Frank Thorne (e qui - per chi lo conosce - mi dimostro più onanista che intellettuale).

bananos ha detto...

@brekane

"5" si può recuperare tranquillamente credo:qui abbiamo il suo autore/editore che ci darà ragguagli.personalmente ne ho due copie e igort,nella sua prossima vacanza cagliaritana,verrà obbligato a autografare tutti i suoi libri(compresi gli introvabili albi spillati di 5).
Steranko era(è?) un genio:da lui ho imparato molto,comprese certe atmosfere buie care al noir.Un precursore del fumetto supereroistico moderno,un grafico ineccepibile con una padronanza dei mezzi e della documentazione con pochi paragoni nel mondo dei comics.credo che ognuni di questi artisti abbia dato un tot inesauribile al mondo del fumetto di oggi;non credo che si possa stilare una classifica.colan,ditko,romita,steranko,kirby romita junior,ploog,Writghtson...insomma tutti quelli di cui abbiamo parlato e ancora di più,hanno dato una sporta di novità ai loro tempi che ancora pervade il mondo della letteratura disegnata..........mi beo di questo e non ci trovo nulla di nostalgico,benchè io sia incline al genere di sentimento..........

Thomas ha detto...

Sono convinto che la nostalgia aumenti
con il passare del tempo. Piu' invecchiamo o meglio cresciamo piu' ricerchiamo i sentimenti e i batticuore di quei bambini che una volta eravamo.
E' cosi anche nel disegno, almeno per me, tentare di semplificare e scarnificare , ritrovare la semplicità .
La visione nostalgica del fumetto credo sia relativa alle esperienze della persona, forse è che banalmente la maggior parte di noi innamorati del fumetto vede l' origine dell'incontro nell' infanzia.
Seconda intrusione.

bananos ha detto...

thomas,
dici una cosa a mio parere giusta e che condivido:tentare di ritrovare la semplicità e di "scarnificare",trovare la semplifiaczione del segno e quindi di comunicare.è una cosa che da molto tempo
mi gira per i pochi neuroni rimasti ed è,anche motivo spesso di crisi d'identita artistica.poi,non sono come ho detto prima,particolarmente nostalgico,o forse faccio finta di non esserlo per darmi un tono ,guardandomi allo specchio.....

brekane ha detto...

@bananos

Sì sì 5 lo si recupera, è vero, infatti l'ho fatto... ma è sempre traumatico quando ti buttano via i fumetti, anche se puoi ricomprarli...

Forse poi mi sono espresso male, non volevo fare nessuna classifica, solo dire come si può sviluppare il gusto personale, modificare nel tempo. E' un po' una banalità quella che dico: tornare indietro è fruttuoso comunque, sia sulle cose che leggiamo con nostalgia che sulle altre sulle quali magari abbiamo sorvolato.

Come si forma il gusto? Boh. Non lo so. So che i fumetti che mi colpiscono, sia nuovi sia vecchi, influenzano le mie letture future, comprese le riletture, e che il mio gusto è un oggetto stabile solo fino a un certo punto: certi scossoni ne modificano del tutto l'assetto...

ciao!

manuele ha detto...

In effetti è un po' strana sta cosa che fumetto voglia per forza dire infanzia...
personalmente i fumetti a cui torno più volentieri col pensiero non sono quelli dell'infanzia, ma quelli di valvoline, che ho scoperto tardissimo, mentre studiavo all'università e che mi hanno tormentato fino a riportarmi a disegnare. Gli autori che mi appassionano sono quelli della maturità direi, non sento il bisogno di ritornare così indietro al primo albo tenuto tra le mani. Con tutto quello che si vede in giro in questo momento poi non ho proprio nostalgia.
Scusate l'intrusion, non scrivo mai ma curioso spesso...
ciao
manuele
ps. ma chris claremont era bravo dai! la saga della fenice nera era fatta bene!
ps2. Igort ma a me non mi linki mai...

igort ha detto...

Flannery O'Connor sostiene che uno scrittore si forma, forma i suoi gusti e ricordi, nei primi dieci anni della sua vita.
Quando ero bambino ossezrvavo le immagini colorate dei primi fumetti che vedevo. Sapevo che cosa avrei fatto da adulto. Quale lavoro volevo fosse il mio.

Sono cresciuto in compagnia di molte persone di carta. Amici che poi in parte ho lasciato e in parte no.
La mi domanda era una domanda sul linguaggio. Una domanda che prescindeva dal gioco lanciato da Sparidinchiostro.
Lui invita a fare confessione di nefandezze.
Io a porci una domanda: cosa significhi per noi il fumetto.
Ai tempi di 5 spillato, dei primi albetti, ricevetti delle lettere. Una era di una lettrice che seguiva il mio lavoro da tanto. Lei era cresciuta e aveva messo su familgia.
I suoi non capivano come pur essendo adulta seguisse ancora i fumetti.

Questa cosa mi ha fatto pensare.

Parlando in seguito con amici, autori, editori ecc ho compreso che il fumetto, l'idea di narrazione per immagini pare indissolubilmente legata a un'idea di infanzia.
E' una lettura che secondo alcuni (fromental per esempio) non si deve mai separare da questo mondo, da questa idea.

Perec non li ha mai letti prima.

Per lei questo non vale.

Se leggo Seth, devo avere per forza letto prima Tex o il Monello?

O posso passare da Carver al New Yorker, e fare un salto a Ben Katchor o Seth?

(non intendo bollare come maledette le letture popolari, io ci sono nato in mezzo, mi domando se per esempio il linguaggio del romanzo grafico prescinda dall'idea del fumetto seriale, come Lost prescinde da 8 e mezzo di fellini. E io amo Fellini ma non perdo una puntata di Lost)

igort ha detto...

Manuele è Fior, un grande autore ragazzi.
Andate a vedere cosa fa, roba da tagliargli la mano subito. Troppo bravo.
A breve il link, non faccio in tempo ad aggiornare che sono già in ritardo.

emo ha detto...
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emo ha detto...

@nuovoleonline>

""Si, ma in maniera non dissimile dalla stessa nostalgia per film (Ritorno al futuro) o libri (David Crockett e i banditi del Mississipi)"

che ritengo ingiusto indurre un sospetto che esista un rapporto tra l'affetto che si può avere o meno per "Ritorno al Futuro" con l'ammirazione e lo studio di un qualsiasi Jack Kirby, Gene Colan, e quanti altri citati finora.
Il paragone mi sembra davvero non possa reggere."

La nostalgia è nostalgia... i motivi che la evocano possono chiaramente mutare da soggetto a soggetto, ma possono causare lo stesso risultato.
tutto qua.
Il mio discorso prescinde da qualsiasi giudizio di valore sull'opera o l'autore: io ora non amo per nulla McFarlane, ma se ripenso ai giorni e ai modi in cui ho scoperto il suo Uomo Ragno, provo una certa nostalgia.
E tutto senza scomodare Proust e le sue madeleines ;)

manuele ha detto...

uelà quanti complimenti... grazie igor.
i gusti, le forme, i colori che accompagnano nelle scelte artistiche, nascono presto è vero, ma penso che a questo punto si prescinda dal fumetto o qualche altra forma d'arte.
F.L.Wright ricordava spesso i suoi giocattoli di legno, delle specie di Lego rudimentali, i cui colori, la maniera di assemblarli hanno qualche modo segnato il suo modo di progettare.
Penso che ogni autore peschi a questo punto nel suo passato, indiscriminatamente tra libri giocattoli, fotografie e li componga in un qualcosa di nuovo, un fumetto per esempio. a presto
manu

Bruno ha detto...

Mmm, quel nome "Mammaranca"... non mi è nuovo, affatto.
Da bambino, andavo a nascondermi con gli amici nei macchioni che costeggiavano le sue putride acque.
Ci nascondevamo perchè uno di noi riusciva sempre a procurarsi una di quelle sigarette senza filtro (Alfa, Nazionali o robaccia simile) di solito sottratte con destrezza ai nostri padri.
Non ho mai capito se al nostro ritorno a casa non venivamo scoperti perchè l'odore del fumo di sigaretta veniva coperto tal tanfo di quei cespugli che ci impregnava i vestiti, oppure perchè le nostre madri soffrivano di una strana forma di sinusite. Mah!... Però, a pensarci adesso, tutto questo ha un suo fascino.
Ciao Igor.

boris battaglia ha detto...

Igort carissimo
ho tra le mani l’ultimo libello (un uomo senza patria – minimum fax) di Vonnegut, con raccolti alcuni suoi interventi per la rivista In these time.
Dirai: ecchecazzo centra. Centra eccome. Nell’intrevento numero due il mio amico Kurt racconta di quando divenne abbastanza maturo da riuscire a raccontare del bombardamento di Destra. Era lì lui, giovanissimo prigioniero di guerra, quel 13 febbraio 1945, quando in una notte gli inglesi rasero al suolo la città facendo 135.000 morti in poche ore. Ci provava da anni a raccontarla quella cosa indicibile e tutte le volte gli veniva una schifezza. Poi una sera, a casa del suo amico O’Hare, mentre parlavano di come avrebbe potuto essere il romanzo, del film di guerra che poteva venirci fuori, la moglie di O’Hare gli disse “ma se a quell’epoca eravate soltanto dei bambini!” Esatto erano solo bambini. E quando Vonnegut fu consapevole di questo finalmente scrisse Mattatoio n.5.
Credo che Fromental non volesse parlare di nostalgie o di vecchi albi su cui abbiamo imparato a leggere, ma volesse piuttosto dire questo. Che per saper godere della difficilissima bellezza e verità dei fumetti bisogna essere continuamente in grado di provare meraviglia. OUR LADY OF PERPETUAL ASTONISHMENT.E questo meglio dei bambini nessuno lo sa fare.
Ovviamente parlo per la mia esperienza di lettore.
sciao
Boris