10 novembre 2006

ultimi fuochi




Mentre finiscono le presentazioni e io continuo a girare come una trottola impazzita torno a Bologna di passaggio.

Frattanto tutti mi cercano. Ora, dopo mostre, presentazioni e fiere, ho solo voglia di sparire.

Di riprendere la mia routine parigina fatta di disegni e racconti e solitudine.

Ieri si è conclusa in leggerezza una tournée che mi ha portato diversi incontri memorabili.
Nella foto, a destra Giancarlo De Cataldo e a sinistra Egidio Eronico.

(foto: courtesy and copyright Perec)

9 commenti:

marcocorona ha detto...

igoruto sindaco di marte. quando partono le navette per l'espatrio? voglio un posto vicino al finestrino.

andrea barbieri ha detto...

Ue' a Lucca ti ho soltanto sbirciato mentre disegnavi una donna delle tue. Secondo me già stavi esercitando l'arte dell"atopia" di Socrate, cioè ti eri astratto dall'ambiente ed eri anima e corpo nell'acquerello lento lento che spandevi sulle guance della signorina. Insomma, come chiedeva Berlusconi, ti ho lasciato lavorare! :-)
Però ho importunato i bravissimi Corona e Nanni.
E poi mi sono pentito di non aver chiesto un disegnino alla Giandelli. Anche lei molto atopica mentre riempiva di nero uno dei suoi mostri a fagiolo, innocui e lirici un po' come come queste figure sulla spiaggia (La Baignade, 1937) di Picasso.

Federica ha detto...

L'incontro di Roma è stato eccezionale, te lo dico con tutto il cuore.
Sentir parlare insieme di fumetto, cinema, narrazione, tecnica... meglio di una lezione universitaria (per carità!), non sarei voluta essere da nessun'altra parte al mondo.
Grazie.
E ancora grazie per il disegno!
Ne vado fiera!

Federica (quella che ha fatto la domanda sui presunti attori interpellati per il film di 5)

perec ha detto...

mi fanno ridere gli occhi che ridono. felice di averli beccati.

marcocorona ha detto...

avresti dovuto esserci alle cocoserate al cocoristorante o alla cococascina, davanti un bicchiere di cocochianti. lì si che ci si sganasciava...vero master? altro che sorrisini sotto il baffetto.

corto romano ha detto...

E' stata davvero una bella serata .E' rassicurante sentir parlare di ciò che ami qualcuno che si sta impegnando tanto
affinchè la qualità emerga dalla massa.
Ma è vero che Rizzoli ristamperà "In una lontana città" dopo "5" e "Appunti per una storia di guerra".Ciao e grazie per la dedica

igort ha detto...

per corto romano: confermo la ristampa di una lontana città.

warramunga ha detto...

Ciao Igort, sono il tuo ultimo disegno, la tua ultima dedica dell'incontro di Roma e addirittura del tour di 5!!! 90 minuti fantastici, entusiasmanti e appassionanti. Grazie davvero ed ora due domande che mi sono venute in mente solo dopo aver metabolizzato il tutto:
1) Quali sono state le motivazioni per "cedere" alle lusinghe di fare di 5 un film? Mi incuriosisce, perchè la trasposizione in film di libri e a maggior ragione di graphic novel è sempre un'operazione rischiosa... di tutti i film tratti da fumetti, ritengo che l'unico all'altezza della matrice è Sin City, girato con una tecnica fumettistica...
2) Quando avremo una tua mostra a Roma? (Invidio gli amici di Bologna che possono facilmente partecipare alla mostra del Ta Matete)
A presto (Napoli Comicon 2007?)

igort ha detto...

le motivazioni sono molteplici.
Amo il cinema, per dirne una, e quando ti imbarchi in un nuovo progetto hai sempre l'illusione che non ti sbaglierai, che farai del tuo meglio perché venga una cosa all'altezza.
Per uno che racconta storie esistono molte spinte. La curiosità d sentire la voce di chi ti ha parlato per anni nella tua fantasia.
Peppino come parla, ha la voce roca? La parlata squillante e veloce? La risata cristallina, o sommessa?

Parlare con un attore e cercare di trasmettere la psicologia di un personaggio significa attendersi che ti ricambi dando vita, vita vera, a quel personaggio che per te si muove solo sulla carta.

E' un salto dimensionale.

Poi sono d'accordo con te, il più delle volte questo salto fallisce. Occorre molta forza e molta personalità.
Sin City si innestava su una struttura draconiana e molto finta, che appartiene al fumetto di Miller. E' un universo simile a quello di Dick Tracy se ci si pensa, in cui l'artificiale spinto alle estreme conseguenze crea maschere efficaci. La storia di 5 usa il paradosso in tutt'altro modo.
Ma l'idea di rendere simile al fumetto il film è una cosa di cui si parla. Vediamo.