13 novembre 2006

chiamate napoli 081






mi sveglia Rosario, chiama da napoli. "Mario Merola è morto", mi dice, sapendo la mia predilezione per il cantore della sceneggiata. "Gli dedicheremo il prossimo disco". Con Rosario suono da anni, è un grande musicista, sensibile e intelligente. Lui con Merola ci ha anche inciso. Dopo che io gli parlavo da anni del fatto che Merola non era un semplice cantante ma l'erede reale di una tradizione di teatro e musica che fuori non è sul serio compresa. Guardata come folk, o peggio kitsch. Se ascoltate Merola degli anni 60 comprenderete meglio anche Sinatra. La sceneggiata è qualcosa su cui sto lavorando per C'era una volta Napoli, seguito ideale di 5 è il numero perfetto.
Lacreme Napulitane era una sceneggiata antica, scritta da Libero Bovio. Merola porto' questa grande tradizione sui palchi di Napoli dopo che era scomparsa da decenni.

20 commenti:

bananos ha detto...

anch'io sono molto legato a mario merola,fà parte della mia infanzia.una conoscenza che ho rivalutato con il tempo,ormai da adulto direi.il teatro napoletano ha perso l'ennesimo maestro.

InRosa ha detto...

con la sua scomparsa è finita un'era... :(( mario sempre nei nostri cuori :°)

p.s
non vedo l'ora di leggere questo seguito...

Massimo Giacon ha detto...

Con la sua scomparsa è finita un era, per fortuna! Non ho mai potuto sopportare quel ciccione garrulo,Fuck merola, W i Brutos! Dove siete ora che c'è bisogno di voi. Capisco che la nostalgia porta al recupero, ma Merola era un mediocre anche per gli esegeti della sceneggiata napoletana, era il più famoso, non il migliore.

johnz ha detto...

Senti, caro amico pallone gonfiato predicatore, tu merola non lo conosci bene, e si capisce perché ne parli con l'astio da saputello postmoderno. Dimmi, dato che sei un esperto, chi è un grande della sceneggiata che si poteva vedere in questi giorni?

igort ha detto...

Massimo un pochino di buon gusto avrebbe forse consigliato di desistere, no?
Merola è appena scomparso.

Johnz, per favore, non cominceremo una rissa cosi' su due piedi, vero?

Massimo Giacon ha detto...

A me questa cosa del saputello postmoderno comincia a darmi abbastanza fastidio, ho espresso un'opinione fuori dal coro, tutto qui. Personalmente sono un grande estimatore di Giovanna Marini, che è stata una grande ricercatrice della musica popolare-politica-autorale. E' stata una grande innovatrice, e i suoi testi sono bellissimi e intelligenti. Ha più di 60 anni e quindi non si può dire certo una cantante post-modern, ma di sicuro post-mortem non avrà un centesimo dell'attenzione che c'è stata su Merola, che non ha rinnovato nulla e che è stato un personaggio rappresentativo di una napoletanità che a molti napoletani stessi sta abbastanza sui coglioni, sarebbe come dire che io, in quanto veneto, devo per forza rendere omaggio a Lino Toffolo o ai Pitura Freska ( che infatti detesto).
Comunque pace a Merola e ai suoi estimatori, mi dava solo un pò di fastidio che improvvisamente sembravano tutti grandi appassionati di sceneggiata napoletana, non so , mi sembra un atteggiamento un pò snob.

igort ha detto...

di chi parli Massimo? Dei media?

Perché qui abbiamo scritto in tre prima di te. Io, che ho fatto cose riferite alla sceneggiata sia in fumetto che in musica, Bananos che apprezza Merola e lapunka che è napoletana.

Tu sei libero di apprezzare o non apprezzare. Ma forse il tono non era quello opportuno. Merola era comunque personaggio pubblico e amatissimo. A mio avviso assasi meglio di D'alessio o D'Angelo (ottimo melodista peraltro).

Trovo solo che le tue affermazioni non siano poi appoggiate da adeguate motivazioni analitiche. Traspare solo la tua antipatia per questo o quel fenomeno. E questo puo' stimolare reazioni antipatiche.

Giovanna Marini fa un buon lavoro, ma molto "politically correct". Voglio dire che è già sdoganata culturalmente, non ha bisogno di patentini di riconoscimento da parte nostra.
La cultura popolare napoletana, canzone di giacca, sceneggiata e via dicendo non sono cose tanto assodate. Fanno ancora parte di un "parterre" considerato, dall'intelligentia, alla stregua di semplice Kitsch (con l'eccezione del buon Fofi, of course).

Massimo Giacon ha detto...

Parlerò di Merola un'ultima volta, poi non riprenderò mai più l'argomento, promesso, ma magari stasera, ora non ho tempo.
Consiglio intanto di leggere l'Amaca di Michele Serra, su Repubblica, e un'articolo di d'Avanzo ( sempre su rep) di due giorni fa, che guarda caso affrontano l'argomento funerali di Merola.
Una volta tanto concordo pienamente con loro.
Forse Merola è effettivamente un grande personaggio, grande perchè il suo percosrso rappresenta una certa Italia.
Solo che è un Italia che non mi è mai piaciuta.
Volete le mie argomentazioni? Le avrete, non disperate, le avrete....

Johnz ha detto...

No pietà!

E' una minaccia?

Johnz ha detto...

già me lo vedo il predicatore postmoderno che ascolta i brani di Mario Merola cercando ci capire perchè non gli piace.

Ah, predicato', dicci chi sarebbe da vedere come degno esponente della sceneggiata, me raccomanno eh?

igort ha detto...

Moderate i termini, sto per prendere le fialette puzzolenti. Vi avverto.

bananos ha detto...

mio zzio,ma possibile che si debba arrivare sempre a questo punto?non si possono mettere insieme delle sane critiche +/- senza doverci far venire l'orchite?ci pensano già in tivvì a romperci los cajones....ho paura per il domani della rete!

bananos ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
bananos ha detto...
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igort ha detto...

Condivido lo sconcerto bananico per il futuro della rete.
Possibile che vi debba deodorare tutti con le fialette appena acquistate?
Anche tu con il fetz, dico a te...
conosci per caso un disegnatore che ha appeso la matita all'amaca ed entrambe al chiodo?

bananos ha detto...

come ti dissi,l'amaca è ben tesa tra due pareti ed è molto riposante stendercisi.le matite le sto temperando;sono quasi appuntite,nel frattempo sgarzino il vecchio inchiostro dai pennini che mi regalasti e osservo con l'occhio sinistro la confezione mega degli acquarelli W&N,sia mai che si consumino senza farmelo sapere.come direbbe il mio vecchio caporale potuolano:-ch' to tieni a fà so fez'n'capo s' non buò pittà?!.
ho paura di non avere ancora una risposta decente.

massimo giacon ha detto...

Buonanotte.
Ognuno ha diritto a coltivare le proprie perversioni auditive.
Personalmente negli anni '80 mi piacevano i Sigue Sige Sputnik, ma non ho mai pensato che fossero dei geni o che rappresentassero una rivoluzione sonora, Probabilmete per molti di voi erano dei pagliacci ,e a me come giudizio va bene.
Non devo per forza studiarmi tutta la produzione di Merola, dal momento che la questione è un altra.
Quando avevo 17 anni (quindi parlo di quasi 30 anni fa, chiedo rispetto per gli anziani), sono andato a vedere la sceneggiata napoletana in naples, e c'era proprio lui il MM nazionale, i miei amici napoletani si divertivano molto, e anch'io. Il loro atteggiamento era molto sano, si divertivano per il contesto, il pubblico, la messa in scena, ma non condividevano nulla dei messaggi insiti nella sceneggiata ( il sessismo, il delitto d'onore, la figura retorica del "camorrista-uomo-d'onore"), era un atteggiamento distaccato, i tempi stavano cambiando.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano Daniele Sepe, i Bisca, Zulu (ex 99 Posse).
Sarebbe interessante sapere che ne pensa il mio amico Antonino Juorio, artista ed attore napoletano, scappato da Napoli e dai suoi luoghi comuni.
Ai funerali di Merola scene isteriche di massa, Rosa Russo Jervolino che recupera la figura de guappo napoletano.
Tutto questo suscita in me perplessità " è questa l'Italia che vogliamo conservare?".
Forse sarà retorico dirlo, ma MM ha contribuito a creare un ceto romanticismo nei riguardi della figura del camorrista, e quanto male questa idea abbia fatto a Napoli è sottolineata nel libro "Gomorra" di Saviano.
A me piace molto la melodia napoletana tradizionale, ma Merola no, posso dirlo?
E Murolo non sarebbe mai andato a cantare alle feste dei camorristi. punto
Caro Johnz, le mie non sono considerazioni contro di te, magari mi sei pure simpatico, ti prego di non prenderle come offese personali.
Non ritornerò mai più sull'argomento.

Ila Skywalker ha detto...

hehehehe io ho visto anche i suoi film, qui li passano sulle reti regionali.. mi fanno sempre sorridere, nel senso che fanno proprio ridere! Il melodramma napoletano è davvero un invito al sorriso.
Poi MM era una vera icona indie/punk, si è sempre autoprodotto

(nota: sono passata di qui perchè facevo ricerche sulla canzone del titolo di questo post.. mai a pensare che era il Vostro blog, oh immenso!)

Gianni ha detto...

"Trovo solo che le tue affermazioni non siano poi appoggiate da adeguate motivazioni analitiche. Traspare solo la tua antipatia per questo o quel fenomeno. E questo puo' stimolare reazioni antipatiche."

Le tue pernacchie sono invece raffinate e sottili strumenti di analisi concettuale?!? Ma non farci ridere.

enzo ha detto...

sono enzo di aversa ma trasferito da 7 anni a piacenza per lavoro, sono stato sempre legato a mario e la sceneggiata in ricordo dell'infanzia da quando il mio papà mi ha sempre portato con lui a vedere le sceneggiate, e con questa passione sono cresciuto. La scomparsa di merola è stato una gravissima perdita incolmabile; spero tanto che francesco suo figlio possa farci tenere con la sua voce quella passione che non è mai tramontata in noi.
A casa mia c'è una bottiglia di spumante che avevo acquistato per aprirla all'uscita di mario dall'ospedale, non l'ho mai aperta, mi son prefissato di aprirla alla prima occassione importante alla carriera di francesco.
Ciao francesco, facci sentire attaccato alle melodie del tuo papà.