13 settembre 2006

5



cosa contiene questa nuova edizione di 5? In più, rispetto allla prima, contiene un capitolo di extra e una postfazione.
Si racconta tutta la vicenda editoriale, cosa 5 è diventato in termini di "racconto nel racconto". Gli incontri che ha portato, le diverse vite e vesti del libro, e si comparano i montaggi cambiati, le sequenze tagliate e quelle rifatte. Ci sono numerosi disegni e studi inediti. Nuova copertina e veste grafica. La coperta l'ho fatta io interamente, anche se Mucca Design si attribuisce la grafica. E il retro (graficamente discutibile) è quello della collana rizzoli.
Il formato compatto è quello di Black (17 X 24 centimetri), la grammatura della carta è 140 grammi: superiore di venti grammi rispetto all'edizione classica e di grande formato realizzata da coconino.

64 commenti:

kiakkio ha detto...

Sono contento che l'avventura continui

Leggo che impaginazione e lettering sono stati curati da Alessandro Tota!

igort ha detto...

Vero!

Niccolò ha detto...

La copertina è di impatto e sicuramente Tota ha fatto un buon lavoro.
Vado a comprarmelo.

igort ha detto...

adottate questo libro. Avrete la piacevole sensazione di comperare un racconto e difendere la causa del romanzo grafico.

E se non lo trovate in una libreria per favore segnalatemi nome e città della libreria che avvertto la distribuzione.

grazie. igort

quasimai ha detto...

Hai previsto una riedizione anche per la Francia?

Io presi il volume della Casterman, poi rimpiansi di non aver preso l'edizione italiana quando seppi che c'erano dei testi in napoletano...

igort ha detto...

Mi hanno proposto la cosa. vidiamo. Ma se sei italiano come credo prendi quella italiana (IBS spedisce anche in francia, io lo uso spesso, via internet. Servizio inappuntabile), Una traduzione, per quanto buona è sempre una traduzione. La versione in napoletano è stata ulteriormente riveduta, anche se ogni napoletano ritiene di essere il solo a parlare l'isioma locale. E il solo esegeta possibile. Comunque c'è una revisione ulteriore (la terza).

roberto la forgia ha detto...

quando ho visto la copertina stavo morendo.
è stupenda. mi piace un sacco.
poi l'ho girato e ho pensato "che è 'sta roba???".
non piace neanche a me la quarta.
comunque, il libro è bello. complimenti.
se facessi un poster formato gigante della copertina, lo appenderei in camera.

qualche tempo fa, ho visto, non ricordo dove la copertina dell'edizione americana (?) con peppino che passeggia sotto la pioggia.
anche là stavo per buttarmi dalla finestra.
meravigliosa.

(maledetto!)
:/)

igort ha detto...

Anche a me la copertina piace. Secondo Egidio (il regista del film) è la migliore che ho fatto sino ad ora. Forse è perché è la più recente ma sono d'accordo. L'altra, quella americana era diversa, più ironica.

Anonimo ha detto...

Mucca Design? Chi sono?
Bel pacco, pero', Igort, aggiungere un capitolo. Ci tocca ricomperarlo. Non sarebbe possibile averlo disponibile online?

roberto la forgia ha detto...

online?
comprare comprare.
il libro merita.

ho letto platani (grazie kiakkio).
sarà una mia lettura personale: nel finale sento il meccanismo del comico.
mi piace molto.

ciao

Daniele ha detto...

Platani molto bello!

Il gioco tra l'america e il pugile è grande a mio parere.

Semplice e intenso, poetico come sempre.

Daniele.

Daniele ha detto...

Ho visto 5 in libreria, Siena è coperta. Da feltrinelli diverse copie, più del solito.

Copertina bella anche il formato, è bello "zeppo".

La quarta mi è sfuggita, quando ci torno la guardo. Il calore ruvido dell'edizione Coconino mi piace di più, peccato per gli add-on, o contenuti speciali,o postfazione.
Quando regalerò 5 a qualcuno la sbircerò.

Daniele

igort ha detto...

Le due edizioni sono una cosa diversa. Regalatelo e regalatevelo, costa poco ed è un bel malloppetto (con la carta più spessa sviluppa più di black). La stampa è curata da coconino, quindi la qualità è quella che conoscete. L'oggetto ruvido è una sorta di copyright coconino ma a molti questa versione plastificata con grandi bandelle è piaciuta. La cosa che noto è che a molti non lettori abituali di fumetto è apparso subito chiaro cosa fosse un romanzo grafico vedendo 5.
Per questo, ritengo, a fahrenheit hanno insistito a chiarire cosa fosse un romanzo grafico. Nulla di misterioso, ma in italia per fumetto si intendono generalmente i seriali.

"Se vado dal mio fornaio e gli dico che faccio fumetti lui mi domanda che personaggio disegno".

nuvoleonline ha detto...

Sono riuscito solo oggi a recuperare il numero di Repubblica in cui era ospitato Platani e... sono l'unico con una copia stampata così male? Mentre Platani è ancora ancora leggibile, la tavola della Marzocchi e quella di Baru sono assolutamente indecifrabili!

Non potresti postarle qui o sul blog coconino italia per renderle leggibili decentemente?

Thanks for all,
un saluto,
c.

quasimai ha detto...

Scusa Igort, ma non ho capito una cosa, esiste una versione in napoletano che non ha niente a che vedere con la versione ufficiale ?
Comunque tentero' di procurarmela al mio prossimo viaggio a Napoli tra qualche mesetto...

Eppoi un'altra curiosità : possibile che il primo numero di Black francese non lo si trovi più da nessuna parte? Mi hanno consigliato di passare direttamente da Vertige Graphic per procurarmelo...
è prevista l'uscita di un quarto numero?

roberto la forgia ha detto...

"Se vado dal mio fornaio e gli dico che faccio fumetti lui mi domanda che personaggio disegno"

magari ti chiede anche "te le inventi tu o c'è qualcuno che te le scrive?"

Daniele ha detto...

Chiarissimo,

il problema non credo sia ridefinire o definire il romanzo grafico ma diffondere il fumetto in generale.

Il "fornaio iueale" non va, ancora, oltre tex "viller" e diabolik (con tutto il rispetto).
I "fornai" delle prossime generazioni non andranno oltre il Jonathan Steel (come sopra) o il manga mediocre di turno.

Mi piacerebbe rivolgere a voi "cugini maggiori" questa domanda, specialmente al nostro ospite Igort:

Alla fine degli anni '80 quando su riviste come Corto Maltese o Comic Art, Pazienza, Pratt e soci usavano i disegni per pubblicizzare gli Shampoo Antiforfora o allegavano il libretto al giornale estivo, era meglio o peggio?

Nel senso, il fumetto era più diffuso di ora o meno? gli autori erano più presenti di oggi o meno?

Insomma, (a parte il gelo dei secondi anni 90) in Italia, siamo tornati indietro o stiamo andando avanti?

Io avevo 16-17 anni e avevo altre impellenze che capire il mondo del fumetto, non ricordo bene.

Grazie.

Daniele ha detto...

E' "fornaio Ideale", pardon.

Daniele

ausonia ha detto...

igort: la cover è davvero quella di un classico. ottimo!
e poi la scritta dell'autore quasi più grande del sottotitolo... è meravigliosa!

lo prenderò. confesso di non averlo mai letto.

daniele: si stanno muovendo cose. in direzioni diverse rispetto a quindici anni fa. ma si muovono. e bene, anche.
mi sembra che finalmente il fumetto (che culturalmente in questo paese è sempre stato tenuto in disparte) stia rivendicando il suo ruolo. che non è più e solo marginale nel panorama culturale!artistico (se vogliamo allarmante) italiano. e il tuo fornaio continuerà a leggere i suoi fumetti preferiti e non ci trovo niente di strano e niente di male.

Luc ha detto...

Adottato. Come un secondo figlio. L'altra edizione autografata da Te a Lucca la ho già. ma il materiale in più mi ha convinto. Un pò meno il formato, preferivo quello Coconino. ma mi rendo conto che l'obiettivo è diverso, e penso possa riuscire. In tal senso la cosa più bella mi è successa stasera proprio nell'acquisto. nella mia libreria di fiducia a Latina, dove vivo, faccio la mia richiesta sul volume e dico : Vi è arrivato della Rizzoli, 5 di Igort. Non c'è il mio libraio nonchè amico Piermario, la ragazza alla cassa dice "Sì, è arrivato ieri", lo prende e mi dice "Ecco il suo romanzo". Io gli faccio "Guardi è un fumetto, anzi una novella grafica". E lei di rimando. "Ma non ci credo, nessuno ce lo ha segnalato come tale, e poi sembra un libro". Incredula lo apre e vede che ci sono le tavole. Allora si convince. Per cui casa editrice e formato probabilmente funzionano come veicolo pe portatre un prodotto come la graphic novel in libreria e non solo in fumetteria.
Ora mi godrò la (ri)lettura.

@nuvoleonline > Marzocchi era assolutamente illeggibile. Baru si leggeva appena, ma lo stesso era stampata da cani. Igort un pò meglio

bardamu ha detto...

io ho quello con la copertina rossa. ma domani mi sa che ci scappa anche questo. sono un fanatico dell'oggetto "libro". specialmente quando è curato con dedizione e rispetto.
e il rispetto è il requisito minimo con cui si deve affrontare il concetto stesso di libro.

roberto la forgia ha detto...

luc,
splendida la scenetta della libraia.

ciao

Luc ha detto...

Certo che a ben guardare, la 4^ di copertina "non se pò vedè". Sembra quella di un manuale tecnico. E' tristissima e graficamente ignobile (forse pure per un manuale tecnico).

Luc ha detto...

@roberto > ciao ! anche io mi sono divertito ...

igort ha detto...

Anche a me pare che il fumetto oggi sia deciso nel rivendicare un suo ruolo nello scenario culturale del paese e non. Condivido questa sensazione. Non ho nulla contro i fumetti seriali e con l'idea di creare un personaggio, questo è il cartooning, per come lo concepiscono gli ameircani. Io ci sono cresciuto con quelle cose ma rivendico la libertà di percorrere anche altre strade. il fumetto è un linguaggio appena nato, si tratta di provare a scrivere, quasi per la prima volta.
Ci sono decine di strade ancora da percorrere.

Se un libraio mi dice: "ecco il suo romanzo" io non mi stupirei ne cercherei di riportarlo all'idea che si tratti di un fumetto.
Il graphic novel è qualcosa di diverso da quello che per lui è un fumetto.

Esiste una sola scrittura di 5. Quella dell'edizione che conoscete, è in italiano e napoiletano. Non ho mai pensato di fare una versione in napoletano integrale perché non volevo fare una cosa per i soli campani. I miei amici napoletani parlano come in cinque, non usano il solo dialetto. L'ultima versione, quella rizzoli, è riveduta e corretta poiché gli amici napoletani mi avevano detto che c'erano delle cose da ritoccare. Davide occhicone, dello Spazio Bianco era uno di questi. Dato che non pretendo di avere la scienza infusa e che errare è umano l'ho pregato di aiutarmi a rivedere il testo. Ne è nata una revisione che ha portato a una scrittura ortografica leggermente diversa di una decina di parole.

Per l'inserto di repubblica sull'11 settembre uscito domenica 10 devo dire che le mie prime copie erano stampate malissimo, la mia tavola era illegibile. Mi sono depresso.
Poi Perec mi ha scritto che si leggeva bene. quindi ho compreso che si trattava di messa a registro in fase di stampa, un classico.
Direi che in seguito alle vostre informazioni farò mettere nel blog o nel sito coconino le tavole in lettura.

Anonimo ha detto...

Igort,
nei gli States e' senza'altro forte come dici tu l'idea del fumetto seriale. Pero' tutto il movimento della graphic novel l'hanno "inventato" loro. Certo, non la Marvel o la DC (anche se quest'ultima con vertigo ha dato un contributo), ma Fantagraphics, Kitchen Sink, D&Q. Mi vengono in mente i tanti dibattiti, articoli, interviste etc usciti sulle pagine del Comics Journal alla fine egli anni ottanta e negli anni novanta. Possibile non avere il capitolo in piu' online? ;->

andrea barbieri ha detto...

Igort, ho deciso che anch'io adotterò il libro. La copertina è molto bella, il retro come si è detto è discutibile (penso che Mucca design volesse effettivamente imitare la grafica dei manuali per strizzare l'occhio alla categoria compratori scolarizzati e tecnologico-internettici). Il volume a mio parere è un po' sottodimensionato per i bei disegni di Igort (è una cosa che mi capita di pensare anche copn le edizioni "piccole" di Crepax: il disegno non canta come nelle edizioni più grandi, invece per altri fumettisti il problema si sente meno). Insomma l'edizione Coconino è per ora insuperata, però il 24/7 è comunque un buon prodotto (grazie alla supervisione e il lavoro di Igort altrimenti Mucca avrebbe prodotto un cataclisma grafico ne sono sicuro). Un prodotto che può arrivare oltre la cerchia Coconino, quindi una buona cosa.

ps, l'apparato di postfazione e note tecniche a me piace molto e contribuisce a dare spessore al graphic novel, quindi lo esporterei su tutti i lavori Coconino.

pps, grande Tota!

ppps, Igort se la cosa non ti fa perdere troppo tempo mi spiegheresti come usi quei numerini nella bicromia: corrispondono a una scala di chiaro scuro?

quasimai ha detto...

Grazie della precisazione, avevo capito male io. In effetti mi sembrava strana una versione integralmente in dialetto.

roberto la forgia ha detto...

per rispondere a Daniele quando parla di fumettisti che negli anni 80 facevano pubblicità di shampoo antiforfora, bisogna chiedersi se adesso un'azienza di shampoo vede nel fumetto un linguaggio efficace per sponsorizzare il proprio prodotto.

ps - m'intrometto senza alcun diritto (me ne rendo conto) in quest'ultimo commento: mi rifiuto di leggere il capitolo di 5 online. non è richiesta da fare.
dietro quell'edizione c'è il sudore di un autore e di un'intera redazione.

i libri se compranoooo!!!

roberto la forgia ha detto...

ops, non è più l'ultimo commento prima del mio...

andrea barbieri ha detto...

Sì, Roberto ha ragione: i libri si comprano.

igort ha detto...

cari amizi, i libri si comprano. io per esempio se un amico autore me lo regala di solito ne compro una copia per regalarla. Il punto è semplice. il mio amico vive del suo lavoro. e io regalandolo aiuto a che il suo lavoro si diffonda.
Ora il mio punto di vista appare senz'altro stupito e gretto, me ne rendo conto. Ma se i libri si vendono questo aiuta a far pensare ai librai che possono riaprire i loro scaffali a quello che credevano morto da tempo. Un libraio di cagliari, che conosco da tanti anni, ha detto oggi a bananos che "igort dopo tanta gavetta adesso è arrivato a lavorare con un grande editore". Prima questo libraio non teneva le edizioni coconino adesso non le tiene lo stesso ma ha 5 di rizzoli. Mi ha fatto molto pensare questo, perché per me lavorare con coconino è non un cilicio ma il mio piacere più grande. Ora il punto è cercare di fare dei travasi. Aiutare avendere un libro e poi fare trovare altri volumi dello stesso autore realizzati da editori indipendenti. E' un gioco di equilibrismo per nulla di moda. Gli autori tendono a lavorare con le major perché distribuiscono i libri più facilmente e perché ti pagano meglio.
Ma è una battaglia che deve essere combattuta.
Capirete dunque facilmente che oltre ad aiutarmi a vivere adottare questo libro significa molte cose per me.
Grazie per il vostro appoggio.


Se posso realizzo una serigrafia su 5 e ve la spedisco. Vi tengo informati.

Sul formato: 5 è nato in questo formato (albetti phoenix). Vedendo i librini formato davvero mignon 10 X 14 circa, che taniguchmi ha regalato ho capito che un grande libro deve essere pubblicabile in diversi formati.

Luca ha detto...

Okkei, ho capito, allora me lo ricompero. Ma ho gia anche gli albetti della Phoenix, non si puo fare con tutti, l'acquisto in tre edizioni...Detto questo devo dire che anche secondo me il formato di Rizzoli e' penalizzante. Preferisco quello Coconino. Speriamo comunque che il fumetto di qualita' dilaghi nelle librerie di varie. Ci vorranno ancora degli anni.

andrea barbieri ha detto...

Secondo me il principio che i libri si comprano non appare gretto nemmeno se è l'autore stesso a sostenerlo. Una volta Giulio Mozzi fece sapere ai lettori del suo blog la cifra di anticipo da mondadori e quanto gli sarebbe costato il libro (occorrono mesi per scriverlo, occorre comprare altri libri, fare ricerche, spostarsi...). Era un bilancio vicino al deficit considerando che Mozzi non ha mai prodotto best seller. Eppure è uno dei migliori scrittori che abbiamo nel nostro paese. I libri si comprano perché quello che li scrive si fa il mazzo.

Luca ha detto...

I libri vanno venduti, non c'è dubbio. Mi lamentavo di doverli comperare tre volte.

igort ha detto...

Fare un libro è nella quasi totalità un lavoro in perdita, su questo non ci piove, Se penso che per fare cinque ho lavorato quasi otto anni mi vien da ridere.
Un autore fa un investimento a medio, lungo termine. Tutto qui.

A luca dico che non è obbligatorio comperare le cose tre volte. Non te lo prescrive mica il medico.

Personalmente credo di avere comperato 7 copie di "Colazione dei campioni". Avevo adottato quel libro, lo pubblicava Eleuthera, una minuscola casa editrice di Milano e Vonnegut era scomparso dalle librerie. L'ho adottato per i miei regali di compleanno e di natale.

Tutto qui.

Ma non mi aveva obbligato nessuno, era solo il mio modo di comperare sostenendo una causa. il mondo è libero. almeno qui da noi.

ausonia ha detto...

vabbè, parzialmente. libero.

invece concordo fortemente nell'idea dell'investimento a lungo termine. personalmente non ho mai guadagnato facendo fumetti (se non adesso che sto lavorando con uno storico a degli adattamenti per la lattes - davvero coraggiosi a mettere 12 pagine a fumetti all'interno di libri scolastici di storia... anche questo è un modo per rivendicare il peso culturale di questo mezzo espressivo).
insomma: per finire "ABC" userò i soldi della lattes. mi sembra un ottimo compromesso.

igort ha detto...

Bravo Ausonia, questo è il punto: usare il lavoro per finanziare il lavoro, quello che vogliamo assolutamente fare, quello che sentiamo di non potere non fare. Cassavetes faceva l'attore con le major per finanziare i suoi film indipendenti.

Basta avere un progetto, un'idea di cosa si chiede al mezzo e si lavora con onestà. Questa cosa, in un mondo di mercenari senza idee sembra cosa marziana.

Il mondo è libero, se lo si vive senza catene. In Cecenia questo è più difficile, ma qui non siamo in Cecenia. Si dirà che la guerra da combattere è contro la coglioneria, in questo caso mettiamoci l'elmetto, siamo circondati.

Luke ha detto...

Elmetto, indossato! Nessuno mi costringe, grazie! Peccato, pero', per il formato. E' un compromesso per limitare il prezzo, non mi sembra una scelta artististica. Meglio quello grande. Domanda, per cambiar discorso: quando ristampate "Il Grande Male"?

andrea barbieri ha detto...

Secondo me il formato di 5 ed. rizzoli è quello anche perché è un bel formato, si tiene bene in mano e non è così difficile portare in giro. Forse insieme al costo hanno fatto una scelta di marketing.

Anch'io per i regali di natale adotto libri. Tra l'altro si risparmia rispetto a qualsiasi chincaglieria e scegliendo cose meno sotto i riflettori di altre si fanno dei figuroni colossali :-)

Sparidinchiostro ha detto...

usare il lavoro per finanziare il lavoro, quello che vogliamo assolutamente fare, quello che sentiamo di non potere non fare

E' bello. Però c'è il rischio che non funzioni.Per far le cose che voglio fare (tutte con niente soldi e tanti costi) mi tocca di fare cose che non sempre voglio fare. Ritorniamo al solito problema del punto di equilibrio tra felicità e sicurezza.
Wallace Wood voleva fare wizard king e si è ritrovato a fare le pornofiabe (e a spararsi un colpo - non metaforicamente). Harvey Kurtzman voleva fare Mad e si è ritrovato incastrato in Little Annie Fanny. Siamo sicuri che Magnus volesse disegnare una storia lunghissima e indegna scritta da Claudio Nizzi? Sì, la grandezza gloriosa di Tex... ma - per dio! - quello è Nizzi, non saprebbe scrivere una storia neanche sotto dettatura.
C'è questa frase citatissima in un libro carino con una metafora geniale (il libro è Hicksville di Dylan Horrocks):
La storia ufficiale del fumetto è una storia di frustrazione, di potenziale irrealizzato, di artisti che non hanno mai avuto l’opportunità di realizzare quel capolavoro, di storie che non vennero mai raccontate… Oppure vennero epurate da supervisori dalla mentalità ristretta… Un medium imprigionato in un ghetto e ignorato da innumerevoli persone che avrebbero potuto esaltarne le potenzialità…

Sparidinchiostro ha detto...

La storia della pistolettata di Wood è proprio di cattivo gusto (e anche abbastanza fuori fuoco). Rileggendo mi pento di averla scritta.
Scusate.

Daniele ha detto...

Due cose, forse banali, in contributo.

Prima cosa. Non so voi, mi capita troppo spesso di andare a trovare conoscenti amici e non vedere libri, men che meno fumetti, siamo nel benessere e nella libertà ma la pigrizia è tiranna, è importante far circolare letture, donarle.

Seconda cosa, il mercato è sempre più concentrato sull'attuale, almeno così mi sembra. Cercare un testo degli anni novanta è quasi come cercare un'edizione dell'ottocento.
Le cose importanti meritano più copie anche per questo. Avere copie titolari e copie "in panchina" pronte all'uso.

Ciao

Luca ha detto...

Sparidinchiostro,
Wallace Wood era alcolista e depresso per questo si e' sparato.

Comunque, Hicksville e' molto di piu' di un libro carino...e' un capolavoro!

ausonia ha detto...

elmetto allacciato.

Luca ha detto...

Da Repubblica:
NERO FUMETTO
Sono quasi sempre più famosi nel resto del mondo, Giappone compreso, che da noi i geni italiani del fumetto come Igort. Ci sono voluti anni prima che Rizzoli tirasse fuori questo capolavoro e lo rimettesse in circolo. Si intitola 5 è il numero perfetto (14,90), è una graphic novel, un romanzo a fumetti d'alta scuola. Tre colori, il nero, il bianco e un grigio che misteriosamente viene da chiamare blu. Una Napoli anni Settanta deserta, un padre killer di camorra dotato di un codice morale che, per quanto anomalo, ha una sua solida coerenza. Un figlio che fa lo stesso mestiere venduto e ucciso da un clan rivale. Tre, quattro personaggi di contorno, sparatorie, la furia di un uomo che torna a uccidere per vendetta, una caccia all'uomo nel silenzio irreale di ogni pagina. Un lavoro immenso che Igort ha portato avanti dieci anni. Una perla nera.

Link: http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/libri69/libri69/libri69.html

andrea barbieri ha detto...

Scusate ma che vuol dire la frase:
"Ci sono voluti anni prima che Rizzoli tirasse fuori questo capolavoro e lo rimettesse in circolo."

significa forse che grazie a Rizzoli dopo anni di latitanza abbiamo finalmente la ristampa di 5?

bardamu ha detto...

comprato! anche se da feltrinelli a Bologna c'era un po' di confusione sulla collocazione. non'era ne tra i fumetti, ne tra i romanzi,ne i nessun'altro reparto. era in una piccola zona intermedia ma decisamente in bellavista. (la copertina si nota un casino!).
forse tra qualche anno, tra il reparto letteratura e quello dei fumetti ci sarà uno scaffale tutto nuovo :"romanzi grafici".

moto carina e interessante la postfazione! secondo me è un bell'oggetto. e non capisco tutte questo polverone sull'acquistare o meno più edizioni. tutto dipende da quanto uno vuole investire (non solo in senso economico) in una cosa. Io a volte compro edizioni diverse anche dello stesso libro perchè magari ci sono delle cose interessanti o perchè voglio una edizione un pò più rifinita di un libro che mi è piaciuto. ognuno fa quello che si sente. per la questione dell'elmetto, serve mica un tamburino? :)

ausonia ha detto...

ti avverto però che i tamburini crepano per primi... :)

perec ha detto...

serve un reporter?

Sparidinchiostro ha detto...

Luca, sono consapevole di aver detto una cazzata su Wallace Wood (e non solo per l'alcol, ma anche per la macchina per la dialisi e per l'impossibilità di fare ancora le righe diritte, che è la cosa che trovo realmente lancinante: un gigante vittima della caducità del proprio corpo - Che vuoi fare? Sono inguaribilmente romantico). Mi ero scusato (per il cattivo gusto). Evidentemente non basta. Faccio ulteriormente ammenda.
Per quel che riguarda Hicksville, secondo me, stiamo parlando di un libro molto sopravvalutato. Una roba che gli americani chiamerebbero tongue-in-cheek. "Just a matter of opinion" canta con la sua vocina nasale e sgarrupata Les Claypole.

igort ha detto...

Paolo (spari d'inchiostro), leggere il tuo intervento mi ha fatto pensare che tu creda nella FANTASFIGA. Dico c'era bisogno di enunciare a grandi letere che si può fallire? Lo so, caro. lo so benissimo, ma lasciami l'illusione di credere che io possa farcela. ti prego. Lo sai quanti si mantengono facendo il mio lavoro in italia? pochissimi. Ma lo sai quanto si è felici facendo un lavoro onestamente che ti permette di finaziare un libro come 5?
Moltissimo.

Credere. E' importante almeno quanto rimanere lucidi. Avere fede che si possano cambiare le cose, INDISPENSABILE.

(rispetto alla recensione di repubblica riportata. Ho detto: adesso 5 lo trovate ovunque, ed è esposto. Potere delle major, che hanno ristampato un libro. io posso dirmi certo che se avessi portato 5 a una major prima che coconino lo editasse adesso sarebbe a riposare nei miei cassetti.

(hicksville è anche secondo me un bellissimo libro, che se non lo avesse fatto Black velvet, sarebbe nel catalogo coconino.

sensasenso ha detto...

Igort. Due cose.
Anzi, forse di più.
La prima: e tu, tu come stai? Nel senso: che senso fa veder la propria copertina - e lasciamo stare attribuzioni varie - lì, in bella evidenza?
La seconda. Il libro me lo comprerò. Non so da quanto tempo non compro un libro a fumetti. Questo, tra l'altro, mi scatena una ridda di pensieri sulla pirateria. Io CREDO - in maiuscolo perché ci credo - che trovare un artista su Internet ne aiuti il mercato, e non il contrario.
Indi lo comprerò.
Terzo. Le storie... Un dì mi spiegherai da quale piega del cervello estrai le storie, da quale il tratto, da quale le accòppi per farle diventar letteratura fumettata.

igort ha detto...

caro sensasenso, hai presente il mistero? non che voglia fare "er mistico de noantri" ma sono inconsapevole. So solo riconoscere le febbri quando cominciano e le seguo, assecondo. Poi prendo i foglietti e una matita, le cose appaiono, io cerco di sentire se "suonano bene" altrimenti rifaccio, vuol dire che la trasmissione non era buona o che la concentrazione era scadente, Il brutto è che credo che sia così per tutti i miei amici autori.
Poi io uso un metodo, gipi un altro, Ausonia un altro e david b un altro ancora. Questo lo credo. Ma la scrittura fumetto a un certo puinto comanda, detta il ritmo e io ballo. Ci sono tavole ben disegnate (a me pare) che vengono tagliate senza pietà perché non funzionano nell'insieme. Questo è fumetto. La musica dell'insieme, per cui racconti con le immagini e segui un ritmo che ti porta da una a un'altra. E quando suona bene , la riguardi e non ci credi, allora nasce una grande felicità.

Su internet, sono d'accordo. Ma difendiamo l'oggetto di carta, io per esempio un fumetto su internet non lo leggerei. A volte lo faccio per lavoro, per visionare un fumetto coconino prima delle stampe, ma con il rammariico di non avere il libro per le mani.

igort ha detto...

Ricevo e pubblico volentieri. RECENSIONE FOFI
Romanzi a fumetti

Igort, 5 è il numero perfetto

Internazionale 658, 7 settembre 2006

In copertina c'è scritto "romanzo", ed è giusto anche se è di un tipo
particolare: è un romanzo a fumetti o, come si dice adesso, graphic
novel. Genere che ha molti anni di vita e che ha finalmente sfondato
dopo aver già prodotto dei capolavori (Spiegelman, Altan, Tardi,
Burns, Munoz, Baru, Clowes, Taniguchi, Ware, David B., Satrapi, Gipi
eccetera) con varietà di stili maggiore del romanzo classico,
dall'autobiografia alla cronaca alle costruzioni di un immaginario dei
nostri anni.

Il romanzo di Igort uscì "a puntate" in piccoli albi dal 1998, e ne è
uno degli esempi più belli, ambientato in una Napoli inventata dove un
vecchio guappo vede ucciso il figlio e allievo e lo vendica mettendosi
contro i clan con alleati bizzarri, come in un noir molto classico.
Costruzione sapiente, taglio delle immagini "giapponese", un bianco
nero e grigio che fanno di ogni tavola un gioiello di grafica.
Un'emozione sincera, anche se divertita. 5 è stato tradotto in molte
lingue e nella storia del graphic novel è un punto di riferimento.

La Rizzoli ha avviato un'ottima collana di romanzi a fumetti, alcuni
ne hanno pubblicati Fusi orari (non si perda Pyongyang di Delisle) ed
Einaudi. Anni fa ci provò Carlo Feltrinelli, ma era presto, ci
guadagnava poco e smise subito.

***

Igort, 5 è il numero perfetto

Luca ha detto...

Igort,
ma tu riesci veramente a campare, a pagare le bollette etc facendo il fumettista oppure hai un´altra attivita´con cui integri, chessoß pubblicita´, copertine´, moda etc.
Le tirature coconino o quelle estere mi sembrano basse.

Luca ha detto...

Spari,
non c´e´bisogno di scusarsi. Volevo solo riportare dei dati.
Ciao.

igort ha detto...

Faccio il mio lavoro di autore e musicista. Non faccio altro. Oltre al tempo che dedico a coconino, a titolo gratuito. Quindi la risposta è sì, vivo del mio lavoro di autore. Che comprende anche lo scrivere per il cinema, o la radio.
Ogni tanto qualche illustrazione per il new yorker, ma sono cose sporadiche, non mi considero un illustratore quanto un narratore.

Le tirature in italia e all'estero non sono così poi così minuscole, 5 per esempio è stato ristampato diverse volte in italia, francia, germania. Sono passi di formica ma poco alla volta si giunge a tirature più che dignitose.

Luca ha detto...

Scrivi per il cinema e per la radio? Che cosa hai fatto? Non ne sapevo niente?

sensasenso ha detto...

Igort, complimenti. Hai risposto a quel che intendevo - non una virgola di più, non una virgola di meno.
Anche nel lavoro di puro scrittore - puro nel senso di affrancato da contaminazioni di altre arti, ma non nel senso di 'pulito' anziché 'sporco' bensì come 'liscio' anziché 'effervescente' - mi accorgo a volte di frasi perfette che però rimangono lì, equilibristi in bilico su un perfetto niente.
E invece, a meno che non ci si voglia ritrarre nella pura didascalia
LE PAROLE DEVONO RESPIRARE è una di queste
è necessario aggiungere uno sfondo. Ogni equilibrista, in fin dei conti, necessita del proprio baratro.
Detto questo, buona giornata.

marcocorona ha detto...

il mio capo ha molti nemici che lo vorrebbero infilato in un palo accuminato ma anche molti amici che lo adorano.
il mio capo è famoso in tutto il mondo eccetto qui in Colombia, dove spopola Condorito.
gran bella copertina, bravo capo!

igort ha detto...

bella poesia. peccato che io non sia il capo neppure di me stesso. a volte proprio non mi capisco.

marcocorona ha detto...

datore di lavoro?
collega?
consigliere?
amicone?
papasito?
buon lavoro, vado a fare un saluto a quella canaglia di gipi che non si muove mai di casa, figuriamoci dal blog.

Luc ha detto...

Me lo sono riletto con grande gusto e piacere. E' proprio bello e ben scritto. "E'" un romanzo!