1 febbraio 2006

jamming




di ritorno dal festival di Angouleme, dove Gipi ha trionfato con due premi importantisimi, ci si ritrova con gli amici disegnatori per qualche giorno a Parigi. E' un turbinio di chiacchere e cene a confrontare come si lavora e pubblica. Ci sono Sammy Harkham, Kevin Huizenga, Lucia e Ilaria, Thomas e Gipi. David B che parla con Tota di Canicola, Gabrielle Bell e Macola. Si ride e scherza, chiacchiera di cose e storie. Di progetti e idee in embrione.
Mentre parliamo di queste cose nel nostro ristorante libanese preferito dietro il Beaubourg cominciamo a scarabocchiare e improvvisare uno, tre, cinque, dieci racconti. Quello che vedete nell'immagine è un bozzolo di visioni. Sono nate idee e inizi di storie che ci hanno folgorato (me e Gipi). Io credo che questa specie di Jam session grafica sia qualcosa di più che un semplice, simpatico, ricordo. Credo che basterebbe trovarsi e lasciare uscire le cose. Perché quello che ho visto ieri era, forse, solo il principio di una possibile scrittura comune. Le esperienze passano, non solo attraverso le parole. Su un fazzoletto di carta si accostano e dialogano visioni apparentemente incompatibili.
Rifletto sulla tendenza attuale alla lunga narrazione. Gli indipendenti hanno creato l'impossibile, si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato sulle molte facce del racconto. Mentre Gipi ieri dedicava i suoi libri sfogliavo decine di nuovi volumi. Anche nei libri non risolti c'è sempre una scintilla di interesse.
Siamo effettivamente in un' età dell'oro.

9 commenti:

Sparidinchiostro ha detto...

E quella serie di pagine schizzate (forse) sul retro delle tovagliette del ristorante meriterebbe un ignatz collettivo.

igort ha detto...

Non sono schizzate veramente sulle tovagliette di un ristonante. Lo spirito scherzoso è atterrato su fogli A4.
Ma la cosa bella e interessante è che son nate alcune perle.
Una cosa poi è apparsa molto chiaramente: gli autori hanno cose da dirsi e scalano la montagna della lingua diversa. Hanno voglia di parlarsi e confrontarsi.
E questa per me è stata una conferma; perché la coconino stessa nasce dal lavoro comune. La collana ignatz, inoltre, è progettualmente affidata agli autori. In seguito approfondiremo di che cosa si tratta.

andrea barbieri ha detto...

Il foglio con la torta fumante è di Tota! :-)
Bello quello con i tre amici che sembrano sei amici, mi pare sempre di Gipi.
E quello dell'angolino in basso a sinistra, con un personaggio che guarda e la giacchetta con tre bottoni è di Igort?

igort ha detto...

Sì, il foglio con la torta è di Tota ma le cose si sono intrecciate. La storia per esempio l'abbiamo "definita" insieme, chiacchierando e ridendo.

I tre amici è cominciato con Macola che ha fatto un disegno di tre in barca. Io ho disegnato i tre da vicino che navigano. Gipi ha scritto la prima didascalia, io la seconda e Gipi ha poi aggiunto un quarto navigante nella vignetta uno e nel primodisegno di Macola.
La cosa di cui parlo è quella possibilità di condizionarsi e giocare insieme che può talvolta perfino sfociare in cose interessanti.

Per esemio sia io che Gipi pensiamo che la storia che stava nascendo sia una cosa buona e probabilmente la continueremo a due o tre mani per corrispondenza. Un colpo uno e uno l'altro.
Il personaggio con la giacchetta che guarda è mio su una base di racconto di Lucia. Che è la compagna di Gipi e fa l'illustratrice.

si giocava ma sono nate cose interessanti.

igort ha detto...

Riceviamo e pubblichiamo volentieri.
Manuel De Carli

Meno male! Dico meno male siamo in un'età dell'oro! Non godono solo i petrolieri!
Parlando con mio padre, che fa lo scultore, dopo un incontro presentazione con gli amici Maurizio Ribichini e Valerio Bindi, mi ha detto: "una cosa molto bella del vostro ambiente è che vi parlate, in arte questo succede raramente". Ora, non è che in arte non ci si parli (forse anzi si parla troppo) quello che intende è che difficilmente si trova quello scambio su un terreno comune di genuinità e umiltà. Questo è molto bello, prezioso direi.
Complimenti a tutti.

andrea barbieri ha detto...

Igort, sono contento del vostro riuscito esperimento: anche questo è un modo di tentare nuovi linguaggi* e attesta la profondità e la forza della narrazione a fumetti oggi.
Sarebbe bello rendere la cosa una nuova occasione di incontro tra pubblico e autori, appunto sviluppando una storia sotto i loro occhi. Del resto le jam session sono anche per il pubblico.

* oltre che aprire alla multiautorialità, ma questa in sè non necessariamente innova gli strumenti e la forma della narrazione, si veda per esempio, in Italia, il caso del gruppo WuMing che tutto sommato non ha prodotto nulla di innovativo sul piano formale. E a mio parere assai deludenti anche sul piano intellettuale.

igort ha detto...

Sì, ci ho pensato. Potrebbe forse essere interessante pubblicare una strip giornaliera per il blog. Non so se troverò il tempo di farlo. Non sono uno veloce. Ma continuo ad accarezzare l'idea.

Spyro ha detto...

Il dialogo e la collaborazione sono cosa importante e fruttuosa. Credo che nel fumetto questo sia agevolato dal fatto che saper collaborare diventa a volte necessario (nel caso in cui sceneggiatura e disegno siano fatte da persone diverse).

Per quel che riguarda la multiautorialità mi permetto di segnalarvi questa cosa che potreste ritenere interessante: http://www.fumettoamillemani.splinder.com

igort ha detto...

Non è semplice trovare un terreno comune nel collaborare. Una voce unica finisce per essere spesso più forte di più mezze voci. Quello che è venuto fuori un paio di sere fa aveva il sapore forte di qualcosa di interessante. Gipi sta annotando delle cose magari ne nasce una storia a una o più mani. Who knows...