8 dicembre 2006

affabulazione con inchiostri, suoni e luce




Alla galleria TA MATETE di Bologna, sabato 9 dicembre alle ore 18:15 si terrà un reading-performance durante il quale leggero' e raccontero' Baobab.
(Piazza S. Stefano 17/A Tel. 051/6488920 info.bologna@tamatete.it www.tamatete.it)

Comunicazione:

un tuffo nel 1910 a seguire le vicende di due disegnatori, pionieri del fumetto allora nascente nel lontanissimo e sperduto Parador. Igort ha voluto rendere omaggio ai primi esploratori e creatori del racconto per immagini creando due personaggi di fantasia che ricalcano le mosse di alcuni autori celebri dell'epoca.
Celestino Villarosa è un visionario che immagina le sue storie nelle lunghe notti insonni, inventa Morvo, esoterista dal pessimo carattere che, calata l'oscurità, vola a carpire i sogni degli esseri viventi. Morvo viene pubblicato sulle pagine dell'Eco di Papassinas (dal 1910 in poi) e rappresenta il personaggio di maggior rilievo tra le creazioni di Celestino Villarosa, esponente del rinascimento creolo, come ironicamente lo chiameranno gli intimi.
Il suo amico del cuore, Pilade Burruchaca, appassionato di Don Chisciotte e disegnatore estroso, decide il grande passo. Sta per partire verso nord, a lavorare nei grandi studi, per vedere con i
suoi stessi occhi il sogno americano, gli anni ruggenti del fumetto delle origini che sta generando un capolavoro dopo l'altro. Riuscirà a fare fortuna?

Fine della comunicazione.


P.S.
Sabato 9 dicembre sarà l’ultimo giorno disponibile per visitare la mostra “Igort, che chiude con gran successo di pubblico: 4000 visitatori in poco più di un mese.

37 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao.

Qui alberto choukh. sotto la pioggia (V for Vendittalbi :-)).
Scusa se uso il tuo msg odierno per una segnalazione non proprio in tema, ma quasi.

Trattasi dell'ennesimo successo, catodico, questa volta :-), di 5, versione 24/7, che faceva bella mostra nella pila di libri esposti su svariate file e brevemente commentati da Corrado Augias (e dalla sua ospite di oggi, Giovanna Zucconi) nel corso della trasmissione 'Storie', in onda circa un'oretta fa, su Rai3.

Ahime', sono arrivato in ritardo e non ho visto l'inizio puntata quindi non so dirti se si sono brevemente intrattenuti anche sul tuo volume (nella ultima diecina di minuti di trasmissione, nonostante i miei ripetuti richiami 'Prendi, Igort! Prendi, Igort!', purtroppo no). Chissa' se l'ha visto anche qualcun altro, magari tu stesso, dato che deduco dal post qui sopra che potresti esssere gia' in Italia...

Per la cronaca eri affiancato da Fruttero...:-)

Salutoni!

Daniele ha detto...

Ci sarei venuto stra volentieri potendo.

Ieri in treno per Bari disegnavo e leggevo, tracciavo visioni e appunti del panorama e del tuo bellissimo Storyteller cartaceo, cose belle e utili che volevo studiare,fermare assimilare. E' venuto un mini diario di viaggio.

Grazie anche a te.

Daniele

igort ha detto...

E' stata una serata memorabile, almeno per me. Vedere la sala completa e le persone in piedi nei corridoi mi ha fatto pensare che forse c'è spazio per questo genere di interventi.

Il reading di un fumetto è una strana esperienza.

Ho cercato di fare una cosa semplice e di raccontare, con l'ausilio di suoni e immagini, la storia come ce la si racconta tra autori ed amici. In genere è proprio in queste occasioni che si capisce bene dove si sta andando e quanto si tiene salde le briglia della narrazione.

Luca ha detto...

http://www.bloggers.it/menoseghepiusaghe/index.cfm/

Night Fisher
di R. Kikuo Johnson, Coconino Press, 144 pagine, bianco e nero, brossurato, € 15,00

Ambientato alle Hawaii, questo libro di lettura straordinariamente veloce rispetto alla sua corposa foliazione è stato un caso letterario negli USA, ed è valso al suo giovane autore il premio Harvey come miglior debutto del 2005. E' una storia di coming of age ben ritmata, disegnata con tratto sanguigno e potente (che non nasconde le sue influenze principali, tra le quali la bandella non menziona Paul Pope, che però c'è eccome), e che come da canone del genere non parla assolutamente di niente.
Chi ama questo genere di storie non se la farà scappare, a me è invece scappato uno sbadiglio. Non solo le storie sono tutte uguali, ma anche le adolescenze mi sembrano appiattite su un modello dorsale atlantica che mi ha emeritamente stufato. Dovremo leggere il diario dell'estate post-maturità di ogni giovane autore completo per il resto dell'eternità? Dio ce ne scampi. E' mai possibile che tutte le opere d'esordio debbano essere narrate in prima persona? Pare di sì.

andrea barbieri ha detto...

"Il ponte di No Gun Ri" in edizione italiana uscirà per la mostra al Ta Matete?

Anonimo ha detto...

Bello il reading e bella la mostra...
e bello il video!

Igort grazie! quando avremo l'occasione di parlare un po'

Ciao

Giovanni Mischitelli

igort ha detto...

Nogunri, il volume di circa seicento pagine scritto e disegnato da Park Koon Soong è ora disponibile.
Lunedì incontro l'autore a cena. E' molto contento della mostra di Bologna e dell'edizione.

Venerdì scorso uno special sul volume e sull'autore è andato in onda su radio popolare.

igort ha detto...

La mia impressione di lettore, fan e quindi editore del lavoro di Kikuo Johnson è che sia nato un grande nuovo autore. Uno che sa raccontare con poche immagini; e sa coinvongerti nel racconto in un soffio.
Ho letto il libro in edizione originale e subito dopo ho pensato che lo si doveva fare in italiano. Me lo ha consigliato Sammy Harkham, uno che non è certo di bocca buona. Poi, una volta che lo avevamo invitato a Lucca mi ha scritto Mazzucchelli, per felicitarsi della scelta.
Piero Macola, che lo ha letterato non faceva che parlarmi di lui, del suo lavoro del suo modo di disegnare e di raccontare. Quando qualcosa si muove sono le cose a confermarlo, i pareri spassionati, le emozioni che suscita. Il lavoro di un nuovo autore segna un punto, se è buono non c'è nulla da fare, non lo si puo' ignorare.

marcocorona ha detto...

ed è anche un bel figo!

Anonimo ha detto...

Ho assistito allo Showcase con Kikuo R. Johnson alla recente Lucca, il 1° novembre e l'ho scoperto con soddisfazione anche grande lettore di fumetti. Tra gli altri pure dell'amato Christophe Blain, il cui nome mi bullo di avergli ricordato visto che liperli' non gli veniva in mente :-), mentre stava disegnando un fighissimo Tex trafitto da una implacabile lancia al cuore (che sembrava scoccata da un indiano che pero' poteva essere anche Hawkman della DC Comics). Mi e' rimasta la curiosita' di sapere se quel disegno se lo e' poi aggiudicato Corona o se mi sono confuso io...:-). Molto divertente anche il suo aneddoto sul perche' avesse scelto di raffigurare Tex durante la chiaccherata: sostenne di averlo comprato per un po' durante il suo soggiorno italiano (iniziato proprio il fatidico 11 settembre 2001, se non ho capito male) per imparare la lingua. E la sua chiosa fu: 'obviously it didn't work, 'cos my italian sucks!' :-)

Bellissime anche le tavole intraviste del suo nuovo lavoro: credo siano state anche pubblicate su un piu'ommeno recente Comics Journal.

Riportalbi (alb.chk.)

Luca ha detto...

Domanda: e' gia stato pubblicato in Francia? Se si da chi?
Ciao.
Luca

igort ha detto...

Per Luca: la domanda è relativa a chi a kikuo o a Park koon Soong?

Entrambi sono pubblicati in francia.

Luca ha detto...

Dear Igort,
grazie, la domanda riguardava Park koon Soong. Poi ho fatto un salto su Amazon.fr e ho constatato che in Novembre e' uscito in coproduzione Vertige-Coconino. Che differenza c'è tra le due edizioni? Formato, carta etc.
Amicalement,
Luca

Anonimo ha detto...

...non c'entra molto forse con quello di cui state parlando, ma volevo complimentarmi per "sconosciuto" di Rutu Modan, una storia che ho trovato fantastica anche se (più nella prima parte),con qualche "curiosa" caduta nel disegno.
con "Isaac il pirata"," Lupus", "Love my life" e "Pollo alle Mandorle" della Satrapi trovo sia una delle migliori uscite(se non la migliore!) dell'anno.
lo consiglio a tutti!
ciao
Ettore

Luca ha detto...

Sono ancora io. Tema: distribuzione nelle fumetterie. Forse ti interessa:http://www.comicus.it/view.php?section=news&id=2596

Ciao.

Ant ha detto...

Ciao Igort
ho scoperto solo ora il Pep che mi hai regalato. GRAZIE!
E grazie per Storyteller, ne leggo un po' per volta. Come il cioccolato più buono, si è restii a finirlo subito.

igort ha detto...

Caro Ant, cos'è il Pep?
Grazie per il resto.

Per Luca, Formati e carta di Nogunri sono identici in italia e francia. ieri ho cenato con l'autore qui a parigi ed era molto contento dell'edizione.

Per la dsitribuzione in fumetteria, andro' a fare un salto, grazie per la segnalazione.

Per Ettore, condivido una visione sullla narrazione con te. i libri che citi mi piacciono molto, sono caldi e umani, pieni di vita insomma.
Una delle mete cui dovrebbe ambire il nostro amato linguaggio, a mio modesto parere.

ausonia ha detto...

ho letto unknown/sconosciuto, di rutu modan.

è vero, racconta la vita. ma allo stesso tempo quella vita non mi ha raccontato nulla.

i disegni, per essere delle foto ripassate sul tavolo luminoso, non sono affatto male. e i colori sono stupendi. bella anche l'edizione.

insomma, cosa significa "raccontare la vita"? la vita spesso è banale e non sufficiente, a mio modesto parere, per farne una storia.

igort ha detto...

Unknown/sconosciuto racconta una storia, non la vita. E lo fa con una precisione che oggi è, a mio avviso, merce rarissima. Non mi importa del metodo che utilizza, se usa cioé foto o disegni dal vero, immagini pescate dal sogno o dal ricordo. Mi importa che dopo poco il cesello con cui lavora i personaggi esercita su di me una influenza massima. io lettore sono dentro la storia, ne sono affascinato e la debbo seguire, costi quel che costi. Quando questo avviene mi emoziono.

La cosa che trovo ammirevole è la capacità di Rutu di scomparire dietro la storia. Non c'è mai un'immagine compiaciuta, l'autore sta rigorosamente dietro la storia, che regna sovrana. E questa per me è una grande lezione di storytelling.

ausonia ha detto...

rutu sa raccontare. certo. non ho detto il contrario nel mio commento. non voglio sminuire il suo talento. lo riconosco bene.

il punto però rimane questo: raccontare bene cosa? raccontare una storia non può essere solo una lezione di storytelling. e la lezione, rutu, la da. è innegabile.
ma poi? non ti sarai mica emozionato a leggere unknown? tutto ciò che accadrà nella storia lo capisci e lo prevedi dalle prime pagine (non vado nel dettaglio per evitare spoiler), eppure fa di tutto per costruire una trama, per far crescere una curiosità che poi si scioglie... senza essere mai stata davvero annodata. insomma, non ti sorprende mai. non... no. proprio mai. anche i dialoghi sono ben scritti, ma...
manca qualcosa. qualcosa d'importante. un nocciolo. un elemento davvero significativo sul quale far ruotare tutto il resto. e sul quale far ruotare, soprattutto, l'interesse del lettore. il mio, in questo caso.
una volta finito l'ho chiuso, unknown. senza l'entusiasmo di volerlo far leggere a qualcuno. di farlo girare. l'ho messo da qualche parte su uno scaffale.
vabbé. ovviamente non ne voglio fare un dramma. ho letto di peggio.
è che quando vedo in quarta di copertina: "rutu modan, stella di prima grandezza nel firmamento internazionale"...

igort ha detto...

MA no, caro Ausonia, se fossi in te mi porrei qualche domanda. Non ci capiamo proprio, temo. Io lo considero uno dei libri importanti di quest'anno. uno dei primi cinque.
Come me, Gipi e diversi altri amici.
Stai parlando di un libro che è stato richiesto in sei paesi e per cui si sono sperticati editori piuttosti rigorosi come Drawn & Quarterly o Sinsentido.

Capita di non "sentire" un libro. E' una cosa con cui faccio i conti di tanto in tanto. Ma a mio avviso in questo caso parli di qualcosa che non hai ben decodificato.

Parere personale, naturalmente.

Non è un dramma. Ho sentito perfino chi diceva che "il grande lebowsky" era un filmetto.
E poi va bene cosi', si possono vedere le cose diversamente.

Una cosa pero' va chiarita. Il fatto che si possa sostenere tutto e il contrario di tutto. Se si scrive "rutu modan, stella di prima grandezza nel firmamento internazionale"... è perché sono i fatti a dirlo. Mi spiego? Sono le situazioni come quelle di cui ti parlo poche righe più sopra. il fatto che un autore riscuota un consenso non è opinabile. Piaccia o meno.

Quando ho letto questo libro non solo mi sono emozionato ma mi sono domandato chi era capace di mettere in moto una danza del racconto di questa portata oggi.
Parlo di sceneggiatura pura.
Di particolari con cui si delinea una situazione, si caratterizza un incontro o una progressione.

Le storie, per come le concepisco io, si costruiscono con piccoli sommovimenti. Piccole spinte sotterranee che definiscono un progredire, questo progredire non deve MAI essere sfacciato, mai perentorio. Altrimenti si scade nel cliché, nel genere. Nel prevedibile appunto. E sorge la noia.
Rutu, scusa l'insistenza, ma mi pare che in questo possa insegnarci molto.

Raccontare il reale, come tu dici, non ha nulla a che vedere con il riportare i fatti senza artificio narrativo. Anche il realismo è artificio, perché si dichiara come "verismo" cio' che è dichiaratamente riportato su carta, frutto di scelte e di obiettivi sotto i quali si inquadrano i fatti.

Ma qui non si tratta di un telegiornale. Bensi' di una storia delicata e sfaccettata in cui i personaggi attraversano una serie du avvenimenti che li cambieranno per sempre. E questo è un ottimo passo per costruire un buon romanzo.

Luca ha detto...

Sinsentido? Che editore e?
Dico subito che non ho letto il libro di cui si discute (Rutu), ma a volte questi "capolavori internazionali" vanno presi con le pinze. Siete comunque riusciti ad incuriosirmi.
Ciao.

Anonimo ha detto...

questa mattttina, circa un'ora fa, stavo per scrivere:

"è vita, secondo me.
ora non lo ricordo nel dettaglio, unknown, l'ho letto a lucca, ma so di aver pensato che quelli eran proprio due bei personaggi! insomma, non tipici, fuori dagli stereotipi.
non ho sentito la mancanza di un grande evento all'interno del racconto."

poi non l'ho più scritto, non so perchè, che a mettere commenti sui blog faccio sempre fatica, ma ci tenevo a dirlo, quindi...

ciao
francesco catt

igort ha detto...

Non serve prendere i capolavori internazionali con le pinze se si vuole avere la curiosità all'erta. Mi spiego? E' come dire che si fa gli esploratori standosene sdraiati a letto.

Andiamo. Bisogna darsi per prendere.

Sins Entido è il migliore editore in terra di Spagna. Guardate il catalogo.

http://www.sinsentido.es/home_editorial.cfm

Ant ha detto...

Igor, http://www.antoniocornacchia.com/theantsite/disegna/view.php?art=20
se non l'hai lasciato tu l'ha fatto un mitomane :)

igort ha detto...

Scusa Ant, l'arteriosclerosi galoppa nel mio cervello. E' opera mia, non ricordavo di averlo chiamato pep.

Luca ha detto...

Ciao Igort,
sono d'accordo con te. Importantissimo mantenere uno spirito da esploratore. Come dicevo il libro non l'ho letto. Volevo solo dire una banalita' cioe' che il fatto che un libro sia osannato non vuol dire che necessariamente non sia un libro privo di pecche.

Cambiando discorso, un link ad un libro di "storytelling": http://www.amazon.com/Reading-Like-Writer-Guide-People/dp/0060777044/ref=br_lf_m__2_48_ttl/104-5175835-3823953?%5Fencoding=UTF8&m=ATVPDKIKX0DER&s=books



Domanda: chi ha letto l'ultimo libro di tecnica del fumetto di Scott McLoud??

Ciao.

zelfoz ha detto...

per capire il mondo di Rutu Modan non è male leggere anche i suoi lavori per bambini. Ad esempio, in Italia E/O ha stampato "Papà è scappato col circo",in cui illustra una meravigliosa storia di Edgar Keret su una famiglia alle prese con un padre che continua a fuggire di casa per darsi alle arti circensi. una storia su una figura paterna bizzarra che ha molti punti in comune con quella raccontata in "unknown". che per me è il miglior libro italiano di quest'anno.

Anonimo ha detto...

mha!..i gusti sono i gusti per carità, ma davvero trovo curiose le "mancanze" che vengono attribuite a "sconosciuto" da chi non lo ha apprezzato...forse perchè, secondo me, proprio quei particolari rivelano il suo valore!ho trovato(nella loro ordinarietà!)i personaggi estremamente "veri",pieni di "esperienze precedenti"(passatemi il termine!)che nella storia non c'è nemmeno bisogno di raccontare, ma che me li hanno fatti apparire a tutto tondo (personaggi così possono essere presi e messi in situazioni diverse, e si potebbero "muovere" da soli).ho trovato i loro gesti veramente personali.trovo molto relativo il significato di "emozionarsi leggendolo" come dice Ausonia, perchè credo sia difficile capirsi su questo piano quando si parla di arte (la Gioconda emoziona?e se si, più di un quadro del Pontormo?)mha!...
lo dico non per polmizzare(credo di aver capito a cosa si riferisse), ma per sintonizzarsi sullo stesso linguaggio.
non capisco che evento manchi alla storia,io l'ho trovata davvero delicata (anche considerando dove si ambienta)e anzi, l'aver resistito a "spiegazioni" a prese di posizione o all'aggiunta di eventi più forti dà più vita a QUANTO raccontato,che a me non è sembrato poco.
non per elogio ad essere ignavi,ma per "toglir scorie" al racconto.
in realtà credo che la cosa interessante del dibattito non sia più la storia della Modan, ma il significato di realismo/verismo nelle storie e soprattutto QUANTO ci si possa spingere in avanti in questo senso...
ora devo uscire
non mangiatemi!
ciao
Ettore

Sparidinchiostro ha detto...

A me il libro di Modan è piaciuto moltissimo. Patrizia, mia moglie e il mio critico di fumetti preferito, l'ha letto prima di me e me ne ha detto mirabilie.
Non lo so se sia uno dei libri più importanti dell'anno. Tra quelli che ho letto (un ridicolo sottoinsieme di quelli usciti) è stato uno di quelli che mi sono piaciuti molto.
Ausonia parla di assenza di tensione emotiva e mi stupisce. Perché il centro del libro è tutto lì: tensione emotiva.
[Se non l'hai ancora letto, forse è meglio se non prosegui]
Ho sbirciato in avanti per sapere se i due scopavano, mi sono stupito di fronte alle piccole agnizioni, ancora mi chiedo se a cadere dagli alberi - nei fumetti di Modan - ci si fa male.

Ciao
P.

ausonia ha detto...

STELLA NEL FIRMAMENTO

"Stai parlando di un libro che è stato richiesto in sei paesi e per cui si sono sperticati editori piuttosti rigorosi come Drawn & Quarterly o Sinsentido."

questo non vuol dire molto.

mi viene da fare un paragone fra questo libro di rutu e "s." di gipi. entrambi sono storie che indagano su un padre.
sono libri così diversi che fare paragoni è quasi sciocco, me ne rendo conto.

ma giusto per chiedere: ma la vediamo la differenza fra questi due autori o no?

gipi ti lacera il cuore usando sapientemente tutte le regole dello storytelling che ha appreso negli ultimi 10 anni e stravolgendole a suo piacimento. rimanendo sempre leggibile. e racconta tanto. e in profondità. racconta una vita e racconta una storia.
gipi è una "stella di prima grandezza nel firmamento internazionale".

rutu... no.

Johnz ha detto...

Questa tua ginnastica a negare io non la capisco. fare confronti e negare. A che serve?

Non ti è piaciuto un libro, e allora? Pace.

Accetta che possa esistere e passa ad altro.

ausonia ha detto...

scusa johnz, è che detesto le frasi altisonanti.
si usano le parole come non significassero nulla. accrescitivi, superlativi (ecc...) si sprecano.

questo è un ambiente in cui, a sentir parlare gli editori, ci sono centinaia di geni, maestri, star... e invece non è così.

ci sono un sacco di onesti artigiani che vendono bene e che sanno farsi apprezzare dai lettori e anche da certa critica.

geni, pochi. non sminuiamoli, per favore.

andrea barbieri ha detto...

Auso, secondo me bisogna distinguere un libro non riuscito da un libro che non è nelle proprie corde. Mi pare che tu confonda questi due piani con Sconosciuto, perché è vero che S. va in profondità (soltanto la tavola in cui racconta delle mani che si scaldano sopra le ceneri varrebbe da sola la lettura) ma Rutu fa lo stesso, e molto delicatamente, proprio come Gipi.
Per dire, io non amo il jazz infatti ho pochi cd e non ne parlo mai, se ne parlassi dicendo quello che provo ascoltandolo lo farei a fette, però allo stesso tempo capisco che i grandi musicisti del Jazz sono davvero grandissimi musicisti, è solo che, non so per quale motivo, non è nelle mie corde, mentre la classica l'ascolto sempre volentieri e se posso vado ai concerti, e lo stesso per il rock, è proprio il jazz che non mi arriva.

igort ha detto...

Ausonia caro, questione di punti di vista. io il bicchiere lo vedo mezzo pieno e tu mezzo vuoto. No problema.
Ma il mondo è pieno di gente con tanto talento. E di un certo numero di geni pure. E io ne sono felice.

Francamente non comprendo il tuo urticarti e il tuo voler insistere e convincerti a tutti i costi che qualcosa non va. mi sembri un pochino, te lo dico con affetto, un bastian contrario che parte per una sua crociatina personale.

Amo quel che pubblico e scrivo di quel che amo, tutto qui.

Parrà banale e forse lo è, ma io sto bene cosi'.

Buonanotte.

Anonimo ha detto...

sto consigliando unknown a destra e sinistra. lo trovo un libro esemplare e molto importante.
questo non vuol dire che si possa anche non sentire un libro del genere, come è capitato a ausonia.
per esempio, apprezzo ma sento poco huizenga. capisco il posto che occupa nel panorama attuale ma fatico a sintonizzarmi con le sue storie.

micgin

Antonio ha detto...

Ciao Igort, ti rispondo qui su tua richiesta, sperando di non essere inopportuno (postavo in coda alla vecchia discussione solo perché era lì che era iniziato il dibattito, non era mia intenzione essere scortese).

Caro Antonio, mi interessa un dialogo, semplicemente un dialogo. Non la rissa o l'insulto gratuito. E' tanto strano questo?
Non è affatto strano. Neanche a me piace la rissa, però (in principio) tollero il dissenso e le cazzate di chi commenta, se espresse in maniera educata. Credo che neanche questo sia strano.

In un contradditorio è bello se si scorgono tracce di interesse per quello che altri dicono. Ma un blog è frequentato da chiunque lo desideri. E a volte dietro nomignoli si celano persone che hanno altri conti da regolare. Sono persone cui non riconosco, in sintesi, voglia di misurarsi con le altrui opinioni o buonafede.
Su questo ti ho già dato ragione e non mi costa nessuna fatica rifarlo.

Fare critiche conoscendo.
Una grande lezione la ebbi una volta da Vincenzo Sparagna, che era editore e direttore di Frigidaire. lui mi disse:"no, Igor, se critichi devi essere concreto, altrimenti non serve a nulla e a nessuno."
Aveva ragione.

Tutto verissimo, ma converrai anche che il "sale" di internet è parlare dell'aria fritta. Triste ma è così...

A me ogni tanto viene da sorridere leggendo che "Coconino si arricchisce" a fare questo o quello. Coconino è una casa editrice piccola che porta avanti una linea. Forse è una linea precisa, non lo so, io so che risponde a un progetto che difendo e in cui credo. E costa tanto farla.
Le critiche alla Coconino le lascio ad altri, io non ne ho espresso e non lo farò. Il senso delle mie domande era un altro.

Se io ricevo in casa mia gli amici e capita che questi mi dicano delle parole carine o mi facciano i complimenti non li considero dei cerebrolesi per questo. Tu si'?
E per quale ragione?

Forse mi sono espresso male, ma mi pareva di avere chiarito che parlavo di un fenomeno generale per cui, a volte, su alcuni blog (it doesn't get more general than this) alcune persone che lasciano commenti positivi lo fanno in maniera da sembrare cerebrolesi.
Non hai mai avuto questa sensazione? Su questo ti chiedevo un parere, lungi da me offendere le persone che frequentano questo blog. Prima di tutto non penso queste cose di loro, poi mi ritengo abbastanza educato (ed intelligente) da non andare affermando una cosa del genere...

Io credo che a volte si confonda l'originalità del pensiero con un tono violento e questo a mio avviso è puerile.
Questo è pure verissimo, ma non penso che tu ti stia riferendo a me, visto che il mio tono credo sia stato correttissimo.
Se non lo fosse stato, chiedo scusa...
Spero ora di avere chiarito il senso della conversazione, che (dal mio punto di vista) era assolutamente generale.
D'altronde, rispondo di quello che scrivo io, non di quello che scrivono gli altri (sia nel bene che nel male)...

E sul fatto, anche questo generale, che ci sia sui blog una voglia di complimenti acritici ed un eccessivo senso di fastidio nei confronti del dissenso, mi pareva importante aprire una riflessione: ma non c'è scritto da nessuna parte che debba essere tu la parte sotto accusa. Semmai, un potenziale interlocutore.
Ciao e scusa la lunghezza!