19 gennaio 2010

etere

18 commenti:

nerosubianco ha detto...

bellissima!

nuvoleonline ha detto...

Tavole davvero molto belle,
si aspetta di poter leggere!
saluti,
c.

igort ha detto...

Graz.
P.s. note tecniche, al margine.

per Vesdan, disegno su carta da fotocopia, superpigna, per intenderci, poi monto su carta da acquarello e al caso acquerello.
la base è comunque carta da fotocopia.
Penarelli pilot DR pigment ink, 0,1 e 0,2. Gomme nere giapponesi comprate da muji.

igort ha detto...

Ps.P.s.
per claudio, ho visto le tue nuove tavole, sei diventato un classico. Molto buone. Un consiglio: lettera a mano, fatelo tutti ragazzi. Il lettering a computer oltre alla freddezza è sempre nero al 100% e si stacca dalla tavola. Ora nel fumetto, a mio avviso, il lettering fa parte della tavola, non è un intruso.
Meglio un lettering sgangherato e personale (sfar ad es) che un lettering preciso impersonale e freddino, no?

baci

Luc ha detto...

igor, che vuol dire "poi monto su carta da acquerello"? come lo fai ?
sono curioso. perchè la carta superpigna liscia con i pilot garantisce una grande precisione del segno, cosa che non sarebbe sulla carta da acquerello, e a proposito quali utilizzi ?
Sul lettering sono d'accordo. non mi piace vedere le stesse lettere tutte uguali ...

Bufi ha detto...

Grande grandissimo ritorno di Igort,(anche se non era mai andato).
Potessi io far come Breccia consiglia!!
Per sopravvivere si lavora di giorno e si disegna (matita chine e tutto) di sera purtroppo...ma è quello che si fa per sentirsi vivi,come dicevamo con l'amico Luc in altri luoghi e in altri tempi, il fatto è che i caèelli s'ingrigiscono e il fisico comincia a non reggere più.
Continua così Igort!noi ci siamo

Michele Petrucci ha detto...

Lettering a mano. Non sono completamente daccordo. Il tuo è ottimo, come quello di Sfar e Gipi ma se uno ha un pessima calligrafia?
Comunque anche la sensazione di "freddo" a volte è positiva. Penso a Ware per esempio che usa font tipografici.
Io sto pensando di crearmi un font al computer basato sulla mia calligrafia.

igort ha detto...

Il mio lettering è ottimo? come quello di Sfar o Gipi? ma se scriviamo come se avessimo una zampa di gallina...Michele caro, io per moltissimi anni ho ritenuto di avere una scrittura pessima, impresentabile, ho fatto letterare da altri ai tempi di linus e alter, a mano. Dopo aver per anni provato a letterare con risultati insoddisfacenti. Poi sai cosa? Mi sono semplicemente abituato a vedere la mia scrittura pedestre sulle mie tavole, partendo dai block notes. E con l'andare del tempo mi sono reso conto che era davvero solo una questione di abitudine. Si può fare, mi son detto. Da Clowes avevo ricevuto delle cartoline, il testo era scritto a penna, uguale al lettering di david boring. Ware mi ha scritto il suo indirizzo in una agenda, con il rapidograph, c'era un suo disegnino di fianco, ed era come una vignetta di Jimmy Corrigan. Precisa, e rifinita. Loro scrivono così, disegnano così, sono precisi, all'americana. I tre moschettieri del lettering sghembo che hai citato scrivono all'europea, in maniera molto impreciso, e va bene così, penso. Il disegno somiglia molto a una scrittura. in Giappone è lo stesso verbo, scrivere e disegnare. Secondo me farebbe molto bene al fumetto se tutti noi ci facessimo il lettering e le forme dei ballon a zampa libera.

Michele Petrucci ha detto...

La questione è interessante. Come quella sulle onomatopee (se non sbaglio ricordo che Gipi non condivideva il loro utilizzo).
Ci sono molti punti di vista diversi e tutti (molti) validi, ovviamente. Intanto il tuo lettering è buono, coerente con il tuo disegno e il tuo modo di disegnare. Lo stesso per Gipi che lo utilizza veramente come parte del fumetto (così come tu fai con i rumori). A volte invece un brutto lettering penallizza il disegno.
Lo stesso dicasi per i titoli dei libri a fumetti. Alcuni preferiscono disegnarli a mano, ma la maggiorparte dei fumettisti ormai usa (o fa usare dai grafici delle case editrici) font.
Non so… il lettering come la grafica sono mestieri a sé stanti. E se non si è capaci forse è meglio farlo fare ad altri.
Però mi hai messo voglia di provarci! :)
M

sergio ponchione ha detto...

Meglio un lettering personale seppur impreciso che fatto al computo, ma meglio fatto con cognizione al computo che fatto male a mano. Il concetto di "male" è ovviamente sempre discutibile, ma in generale l'importante è che la calligrafia leghi con il resto del lavoro, perchè per me ne è assolutamente parte integrante, per non parlar delle onomatopee, titoli ecc. Ne trasmettono atmosfere e sensazioni al pari del disegno. Alla fine un balloon cos'è? appunto un disegno. Comunque un lettering fatto al computo con un font personale è un buon compromesso.
Se vogliamo, e rimanendo in Italia, il punto è che qui non c'è mai stata un vera attenzione e cura estetica per il lettering. Specie nel fumetto commerciale, dove è il suo compito è sempre stato far leggere il testo e basta.
In questo gli americani invece sono dei veri maestri, lì la tradizione è lunga e gli esempi eccellenti si sprecano, come non manca mai di farmi notare Diego Ceresa, caro amico letterista dei Peanuts per Linus e del Paperone di Barks per Disney...
Complimenti e auguri per questo nuovo lavoro Igor. E ciao Michele! ci siamo conosciuti al primo Bilbolbul, ricordi?...

Michele Petrucci ha detto...

Concordo con tutto quello detto da Sergio (ciao! Certo che ricordo).
Detto questo, viva il lettering fatto a mano!
m

igort ha detto...

Blogger igort ha detto...

Anni fa quando usciva l'edizione americana di 5 per drawn & quarterly l'editor di seth e chester brown, nonché fondatore della casa editrice mi chiese il titolo fatto a mano. Ora 5 ha una grafica coordinata copertina e interno, estremamente precisa e uguale in tutte le edizioni straniere. Rimasi perplesso, poi mi venne idea diricalcare il font e farlo solo un pochino tremolante. Fu lì che cominciai a pormi le prime domande.in america c'era una vera e propria religione dell'hand made.
Oggi se vedo il lettering di Sinatra, per dire, mi sento male. Storia disegnata in maniera morbida, ad acquerello e lettering nerissimo e meccanico. L'effetto è leggibile ma freddino. So che quando lo ristamperemo sarà interamente riletterato e vedremo tutti l'effetto. se il lettering somiglia al disegno funziona, basta questo. che sia dello stesso tipo. Per michele per esempio che usa uno stile a pennello proverei un lettering a pennello, non molto grande, come faceva scozzari e credo che quella parte diventerebbe disegnata, come il resto della pagina.

Michele Petrucci ha detto...

Grazie del consiglio. Ne terrò conto.
Nel mio blog ho segnalato questo interessante scambio.

http://michelepetrucci.blogspot.com/

V E S D A N ha detto...

Discorso interessante. Amo il lettering personal-manuale. Battuta: ci vuole carattere!

igort ha detto...

Basta lasciarsi essere, scusate l'eccesso di zen, ma se un disegnatore disegna in un certo modo e si accetta, accetta la propria stilizzazione basta poco per avere una scrittura personale e simile a quel disegno. Il punto di vista è culturale. il fatto di considerare il ballon come qualcosa di estraneo. Come le onomatopee, sono parte integrante del fumetto,di questo linguaggio. Non mi risulta che Gips ne faccia a meno. Da dove viene questa cosa che asserite?

Michele Petrucci ha detto...

Se non ricordo male, anni fa Gipi nel suo blog aveva detto che non amava le onomatopee… ma dopo il tuo intervento si era ricreduto… infatti adesso le usa (pochissimo) a modo suo (in pratica le scrive come se fosse testo)…

bardamu ha detto...

che tocco la scritta "paura" tratteggiata

MicGin ha detto...

Quando spiego il disegno dei fumetti lo paragono alla calligrafia.
Penso che abbiano ragione Sergio e Michele quando si pongono comunque una questione di qualità e rispetto.
Ma ha anche ragione Igort sia nel definire che nello spingere ad osare, a credere di poter fare.