10 ottobre 2008

dniepro13

il 7 ottobre, 3 giorni fa, Putin ha promesso di stanziare almeno 4,3 miliardi di rubli all'anno per favorire l'industria cinematografica russa. I film russi, sino a poco tempo fa destinati a un mercato interno, adesso hanno un ruolo specifico: rafforzare l'immagine della Russia in patria, e diffondere una nuova immagine internazionale.
Guarda caso il giorno seguente è stata la premiere di Admiral, colossal russo diretto dal talentuoso Andrey Kravchuk.
Costo 20 milioni di dollari, stampato in ben 1250 copie, distribuito simultaneamente in tutti gli ex paesi dell'Unione Sovietica.

Admiral racconta la storia dell'ammiraglio Kolchak, eroe della Russia bianca, considerato ai tempi del comunismo un nemico del popolo.


Vado a vedere gli orari e scopro che ci sono spettacoli ogni 50 minuti, il che vuol dire che lo stesso film è proiettato in almeno 3 sale dello stesso cinema. Compro i biglietti in anticipo di un'ora e mezza e scopro che sono quasi esauriti nonostante il costo maggiorato del 30% rispetto alla normale programmazione. Admiral non è un film intimista. E' un racconto epico come lo poteva essere il dottor Zivago, amore e guerra. Eroismo e vita durissima in onore della grande madre Russia. Il film è raccontato con mano sicura, interpretazione mirabile e sguardo pittorico degno di Barry Lyndon. E' un film classico con scene memorabili. Sono impressionato perché racconta molto della Russia di oggi, sotto diversi livelli.

A pensarci bene mi colpisce che in questo film non compaiano mai lo zar o la famiglia imperiale, pur parlando di Russia bianca. Così come dei bolscevichi, d'altra parte, si mostrano le azioni (sono quelli che fucileranno l'eroe) ma mai si racconta una complessità come quella che portò a una guerra civile, non si fa cenno alcuno agli ideali, per quanto discutibili.

Non c'è spazio per le domande, parla l'epos.

Questo film pieno di cose belle è il primo di una nuova stagione. E fa impressione pensare a come il talento da sempre può essere utilizzato per una visione politica, come in passato abbia servito anche le dittature (Leni, sembra che sia tornata).

C'è la precisa volontà di creare una vera e propria epica dell'uomo. Kolchak che ha il volto dell'ottimo Konstantin Khabensky, ha carattere di ferro ma sa essere buono e sensibile. Amante prodigo ma guerriero senza macchia.
E' un eroe in senso classico. In un film come quelli della maturità di Sergio Leone o John Woo, ma senza ironia alcuna. Come a dire che con la Storia non si scherza.

2 commenti:

igort ha detto...

Per Flavio,

saprai certamente che Salinger ha fama di imprendibile. Ha scritto solo 4 libri e si è ritirato a vita privata. Un giornalista lo ha per caso riconosciuto a un semaforo. Pensa che l'unica foto disponibile di Salinger è degli anni 50. lo ha seguito e si è appostato. Lo ha fotografato e filmato. Pare che Salinger scriva tutti i giorni, come atto zen. Non pubblica cose nuove da quarant'anni circa. Il giornalista voleva scrivere tutto questo in un libro, ha portato il progetto a un editore. Se ne è parlato nell'ambiente, e Salinger ha fatto pervenire una diffida. Il silenzio è tornato su di lui. Le copertine hanno l'obbligo (lo vedi anche dalle edizioni einaudi) di essere vuote, senza disegno. Altra scelta zen. Come non amarlo?

fluws ha detto...

Grazie Igort, non le sapevo queste cose.
Però, cercando, ho trovato la notizia che un piccolo editore italiano, tale Eldonejo, ha pubblicato in volume un racconto apparso negli anni sessanta sul New Yorker, il libro si chiama "Hapworth 16, 1924".
Un racconto di una cinquantina di pagine, in forma epistolare. La lettera che un bambino della famiglia Glass spedisce da un campo estivo, al fratello maggiore.

Non ho capito se questo sia avvenuto stando nei termini legali oppure no.
Comunque, sono d'accordo con te, come si fa a non amarlo? Penso che chiunque, a questo mondo trarrebbe beneficio nel leggere i Nove racconti. Gemme di perfezione, che Salinger ci ha regalato, presentandoli con il koan zen iniziale, che già predispone il lettore ad una lettura laterale della sua narrazione. Amiamolo :)