20 novembre 2008

croniche americhe 2


A pranzo con Mauro e Silvia si chiacchiera di cosa stiamo facendo. Anche lui ha appena terminato un romanzo che presto uscirà. Anche lui viene da altri linguaggi. E' un musicista che ammiro, ha fondato la PFM e poi si è messo a fare da solo, con autori che amo molto come De Andrè. E' sua la musica di "le nuvole", che è uno dei miei album preferiti.
Scopro che vogliono andare a Ellis Island. "ne stavo parlando proprio ieri con Ilaria e David, anche io vorrei andarci". Così facciamo una corsa attraversando Manhattan verso sud, fin sotto Broadway per raggiungere l'imbarcadero. Arriviamo cinque minuti troppo tardi. L'ultima corsa è alle 15 e 30.
Delusi passeggiamo per il porto. il vento sferza. Meno due gradi. Per il resto Mauro mi racconta di come ha lavorato con Fabrizo, delle difficoltà e delle cose meravigliose che questo significava. Di come lavora con Vinicio. Scopro che su certe cose che mi sono piaciute molto (Brucia Troia, per esempio) ci ha meso le mani anche lui. Facciamo bivacco a uno Starbucks Coffee perché il freddo è forte. Poi corro in Taxi verso la ventitreesima. Devo raggiungere i miei amici del fumetto.
Arrivo alla school of visual art trafelato. Il traffico delle 5 è a passo d'uomo. Entro in una sala, sorta di auditorium, piena di giovani autori. Saranno quasi trecento persone. Si respira un'aria allegra. Questa scuola fu fondata da Burne Hogarth e ci insegnarono poi, dopo gli anni 40, Eisner e Kurtzman. Oggi Mazzucchelli, Jessica Abel e Matt Madden.
Si comincia, E David Mazzucchelli presenta ognuno di noi.
(da sinistra a destra: Mazzucchelli, David B., De Crecy, Max)
Poi si chiacchiera come tra amici. E partono le domande degli studenti. Vogliono capire come lavoriamo, se disegnamo le tavole a coppie o da sole. Se pensiamo l'intera storia, se abbiamo avuto mai problemi di censura. Come misurarsi con le proprie influenze. E' un parlare tenero e curioso, diverso da quello europeo. Qui si sente la grande tradizione del fumetto pop ma anche dello sguardo personale e tipicamente indie.

Poi vengono a chiedere la dedica, sui libri e sui poster. Mi dicono che nel film Romanos una signorina legge dei fumetti e ha per le mani Baobab. Jessica mi dice che dovrei chiedere i diritti, Ma non credo che me ne occuperò. Ho delle cose da fare. Prima di tutto mettermi a disegnare.

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