3 dicembre 2008

il tempo fermo


Colpisce molto quello che dite. Il fatto che un artista possa attraversare le generazioni, possa accompagnarci per un lungo tratto del nostro cammino. Io, che sono più stagionato di voi, lo ascoltavo alla radio, era Fiorella Gentile che lo trasmetteva, da Popoff, radio due, alla notte. Ed erano i primi anni settanta. Prima della svolta "pop". Che all'epoca scioccò e che oggi non pare neppure più una svolta. Era solo la constatazione, ovvia, che la stagione del progressive era finita. Fine delle sbrodolate sonore, del perdersi nei suoni e nei ritmi e inizio di una nuova sintesi. Banale avvicendamento. L'era del cinghiale bianco, con le sue divisioni dispari era una canzone, evocativa come sulle corde di aries e misteriosa cone niente sino ad allora. La si ascoltava nei juke box e faceva molto effetto se paragonata alle cose che andavano all'epoca (sto parlando del 1979). Ecco, credo che Battiato abbia segnato un non tempo. Definito una sorta di assoluto, mentre le mode passano e le musiche cambiano.

5 commenti:

Sergio Algozzino ha detto...

sono completamente d'accordo...
fra l'atro, per quanto mi piacciano quei primi album, e che alla fine ascolto più di altri, è dall'era del cinghiale bianco che battiato acquista un suono completamente personale...
in ogni caso parlo a vanvera, perchè ti invidio profondamente per aver vissuto una evoluzione del genere, c'è molto poco da raccontare nelle evoluzioni musicali a cui io ho assistito. penso che in prospettiva potrò solo vantarmi di ricordare la prima intervista italiana ai radiohead.

daniele marotta ha detto...

Forse un non tempo perchè era un suo-tempo?

Puo' essere il tempo dell'autore che imprime il tempo suo, un po' come quello che è il tuo Paradòr su piani dieversi?

ottogabos ha detto...

quando uscì l'era del cinghiale bianco fu una rivelazione. prima avevo apprezzato battiato nel suo pediodo elettronico, l'avevo odiato in quello sperimentale. l'egitto prima delle sabbie resta per me un'opera prima che ostica noiosa.
avevano dato in tv una specie di protoclip in un programma che si chiamava odeon. c'era battiato che cantava in un luogo che penso fosse la turchia. da quel momento è cambiato quasi tutto. Battiato più i Devo più Bowie e Eno mi hanno rivoltato e plasmato. da nerd cresciuto a suon di marvel a eccentrico (a detta dei miei coetanei).
Battiato mi ha presentato Gurdjeff e Guenon e poi altri in un gioco di rimandi infiniti.
c'è e mi accompagna come dici tu al di là del tempo e delle mode.
a volte di notte quando torno a casa a piedi mi ritrovo a cantare come un pazzo Up patriots to arms engagez vous oppure pieni gli alberghi a tunisi per le vacanze estive.
anni indietro, primi fumetti, la scoperta di cannibale, la scoperta di altri modi di raccontare storie.

Angelo ha detto...

... e l'apparizione a Disco Ring? Con Giusto Pio su un tappeto persiano? A cantare di cinghiali?
Fu una specie di bomba e mi colpì, ma ero già stato plagiato dai Blondie (con Heart of glass allo stesso programma, forse l'anno prima), e fra un filosofo siciliano nasuto e una cinguettante biondina niuiorchese in minigonna, non c'era molta gara, per un 13-14enne...

Anonimo ha detto...

Scusa se mi intrometto!
Erano le nove di sera, quindi non proprio notte quando Fiorella Gentile assieme a Raffaele Cascone, Maria Laura Giulietti,
Carlo Massarini, Michelangelo Romano e Massimo Villa prestarono le loro voci e la loro induddia competenza(Cascone soprattutto)a quello che a mio modesto avviso resta ed è il programma di avanguardie musicali e non, più competente che l'italietta del bitt ha avuto! Giudizi meditati , argomentati, artisti che erano quanto di meglio si potesse desiderare nel pur
ricchissimo universo musicale di quegli anni. Massarini alla scoperta della West Coast con Mrs Joni Mitchell e dei cantautori d'oltreoceano come Eric Andersen da noi allora illustre sconosciuto.
Ricordo che Cascone rifiutava tassativamente di passare Emerson Lake & Palmer seppure occupassero posti rilevanti in classifica con Brain Salad Surgery perchè a suo vedere (sentire) il loro stile era troppo ampolloso, retorico, esuberante. Riguardo Battiato credo
che gli anni che vanno da La Convenzione a Clic passando per quello che per il sottoscritto resta il suo lavoro insuperato e insuperabile e cioè Sulle Corde di Aries, siano i più creativi.
Grazie per l'ospitalità!

thegreek