30 settembre 2008

dniepro 3


i fogli sparsi e le sensazioni che si accumulano come appunti, una sopra l'altra. Arrivano frasi e poi idee per immagini orizzontali, paesaggi urbani.Il Dniepro scorre placido, lo osservo dalla finestra, sull'altra sponda la città industriale, visitata negli anni della guerra fredda dagli ingegneri balistici di tutta l'URSS. Qui si producevano missili e armi monumentali. E tutto ha ancora il sapore di quel tempo decaduto. Solo che oggi la vita è altro, semplicemente altro. Strade scassate, e hotel polverosi che neppure la proverbiale operosità di questo popolo può nascondere. Sono in Ucraina, l'ex granaio dell'Unione Sovietica. Oggi l'orso russo ruggisce e minaccia di invadere questa repubblica dalle simpatie troppo europee. E se accadesse non servirebbero i fiumi di olio di girasole a fare scivolare via i tank dell'armata rossa, o i sorrisi delle donne o tutti gli harasho del mondo.

3 commenti:

roberto la forgia ha detto...

lieto di rileggerti.

ciao
roberto

Lobo ha detto...

Ciao Igort bentornato! Nel tuo viaggio in Ucraina, lungo il Dniepro e i ricordi forse potrai trovare il tempo di dare un'occhiata alle mie "città invisibili"... http://inventoaltritempi.blogspot.com/search/label/citt%C3%A0%20invisibili

Luc ha detto...

igor, non so se hai seguito il reportage del viaggio che Paolo Rumiz di Repubblica ha fatto questa estate sul confine tra Russia ed EU (e dintorni) ... molto molto interessante. In particolare qui trovi, se hai voglia e tempo di leggere, delle belle riflessioni sul ruolo attuale che l'Ucraina può giocare (o deve ? ) ...
http://www.repubblica.it/2008/08/speciale/altri/2008rumiz/rumiz-26/rumiz-26.html
comunque sia buona permanenza.
PS : spero non rimanga nel cassetto, quello che stai scrivendo. ;^)