12 novembre 2011

ringrazio


La redazione di Fahrenheit mi ha comunicato ieri che i lettori e gli ascoltatori hanno votato i quaderni russi come libro del mese. felice, ringrazio chi mi ha votato e letto. Un caro abbraccio.

18 ottobre 2011

quaderni russi, in libreria


Si coclude con questo volume il ciclo di racconti registrati nel corso degli ultimi anni negli ex paesi dell'Unione sovietica. Ucraina, Russia, Siberia. Diario di un lungo viaggio che ha cambiato la mia vita. Ricordando Anna Politkovskaja, con le parole di Galina Ackerman, sua amica intima e traduttrice, con i ricordi intrecciati di vittime e carnefici del conflitto che insanguina la Cecenia in questi anni, in questi giorni.

14 agosto 2011

Strauss a Manhattan


Dalle mie finestre vedo il palazzo del New Yorker, con la sua insegna rosso fuoco che brilla nella notte. A ovest l’Hudson scorre placido, oggi pioggia, e nebbia. Malgrado questo vedo il traffico sull’altra sponda, i ponti e i treni di Hoboken, New Jersey. L’imbarcadero sulla 42sima west ha un’attività moderata, la domenica. Ogni tanto la sirena di un traghetto "Poooot Poooot", e il vorticare di quelle acque limacciose. Per il resto sonno. Letargo di un giorno qualsiasi, per la strada quasi nessuno, solo qualche sportivo che fa footing, e il traffico formicolante delle auto sulla highway. Il tempo sembra sospeso, come in attesa di qualche grande avvenimento.
Di ritorno dal negozio di Wine & Spirits, dove ho speso 20 $ per una bottiglia di pinot noir della california assassinato da sapori fruttati e troppo rotondi, passo per la lobby, che qui somiglia agli spazi glassati e siderali di un film di kubrick. Mi aspetto da un momento all'altro di sentir le note di un walzer di Strauss.

11 agosto 2011

cowboys


lui è al telefono fuori dalla gelateria, e fuori, di fronte a lui comincia un parapiglia che agita perfino i poliziotti chiacchieroni. Jeez! Sono di nuovo qui, quegli sciroccati esibizionisti dei naked cowboys. Imbracciano due chitarre ma non le sanno suonare granché, massacrano qualche canzoncina che fece grande Frankie Laine. Ecco tutto. Entrano in una pizzeria e poi ne escono trionfanti, manco avessero conquistato little big horn, escono a farsi fotografare. Non fanno altro, si mostrano. Beati. E lui, che stava discutendo con lei al telefono,ora può cambiare argomento.
Questa è Broadway, baby.