5 ottobre 2008

dniepro 8


Micha chiama mentre io e Galya passeggiamo in riva al fiume Dniepro. Dice che vuole sapere se mi interessa sparare, al poligono. Sono sorpreso, gli ho chiesto cosa è cambiato per lui da quando non c'è più l'Unione Sovietica, da quando lui non è più militare dell'armata rossa. Strano modo per farmi capire che piega ha preso la vita di tutti i giorni. Galya è più sorpresa di me. Dice che probabilmente Micha era ubriaco quando ha chiamato. In un paese in cui regna il bon ton lui si è messo a dare del tu a tutti. Frattanto qui è musica, sembra tornata primavera, e la gente fa picnic sotto gli alberi, in mezzo al giallo delle foglie cadenti.
Il tempo per un momento pare scorrere al contrario.

4 ottobre 2008

dniepro 7



Micha dice che è andato in America e non gli è piaciuta. "A lui non piace nulla di quello che è americano, mica solo l'America", spiega Andrey. "Lui è un patriota". Micha era nell'esercito, aviazione, durante il periodo dell'URSS. E stava bene, gli piaceva. Lui dice che non è vero che l'Ucraina è spaccata in due, una parte filo occidentale e una parte nostalgica dell'impero sovietico. "La gente pensa a mettere su famiglia, fare dei figli e sbarcare il lunario". Lui ha un Suv con autoradio, una bella moglie e un negozio di computer ("my computershop", specifica). Si sente un uomo realizzato, uno che ha successo nella vita. Quando gli faccio tante domande mi chede "cosa sei, una spia?" e così riconosco il solito vecchio vizietto. Cerco di spiegarmi e di mostrare che non sono venuto a giudicare, ma solo a osservare, se mi riesce. E ci si da appuntamento a un prossimo pomeriggio. Dove davanti a una fetta di torta mi racconterà della sua vita all'epoca dell'Unione Sovietica, quando si stava bene e nessuno si lamentava.

3 ottobre 2008

dniepro 6


per tre giorni la città è senza acqua. Una città di un milione e duecentomila persone rimaste all'asciutto. Stanno, pare, disinfettando.
L'aria non la disinfettano ma è molto inquinata anche quella, io tossisco in continuazione. Vengo da quattro mesi di aria pura in riva al mare. Qui tutto funziona come può, le auto sono milioni, ma non fanno una revisione dalla notte dei tempi. Ho preso un taxi che perdeva gas all'interno dell'abitacolo. Non c'era problema, bastava viaggiare con i finestrini aperti, e se faceva freddo bastava coprirsi. Certo che noi europei viziati la facciamo tanto lunga per niente.

2 ottobre 2008

dniepro 5



Andrey dice che a Dnepropetrovsk durante il lavoro su una strada le auto venivano inghiottite dall'asfalto, così si è scoperto che il quartiere ebraico, confinante con quello a luci rosse della città, aveva dei passaggi sotterranei segreti. Volevi frequentare i bordelli? Bastava prendere i passaggi segreti e nessuno lo avrebbe mai saputo.

1 ottobre 2008

dniepro 4


Andrey dice che suo padre era nell'armata rossa. Quando era maggiore ha dovuto prendere la tessera del partito comunista, altrimenti non aveva speranza di fare carriera. E' diventato capitano. Sua moglie sperava di potere un giorno vivere in appartamento da soli, lei e la famiglia, perché in Russia condividevano l'appartamento con un altra famiglia. Hanno aspettato e aspettato il loro turno per anni, e si sono comperati finalmente un appartamento, e una macchina. Il loro matrimonio però è andato a rotoli nell'attesa. Adesso sono divorziati. Andrey dice che quando lui era bambino ascoltava le storie dagli adulti. Se una persona andava all'estero aveva finito con ogni ambizione, poteva fare solo l'operaio, perché a nessuno sarebbe saltato in testa di affidare un ruolo di responsabilità a qualcuno che poteva essere diventato una spia. Andrey dice che se avevi problemi e ti ricoveravano una volta, mai avresti avuto un ruolo di responsabilità, perché eri considerato instabile. Le regole erano non dette, ma tutti le sapevano. E si cresceva tra le fabbriche di missili e di armi, le chiacchiere e il sospetto durante la guerra fredda. Sua madre era nata in un paesino degli Urali, a 8000 km dalla grande Mosca, poi con gli anni aveva seguito il marito nei trasferimenti dettati dalla carriera militare, ed erano tutti giunti a Dnepropetrovsk, che era Ucraina, ma pur sempre Unione Sovietica.
Oggi sua madre si è stufata, le piace il mare ed è andata lontano, più a sud possibile, in Crimea. Ed è una donna felice.